di Arianna De Biasi
Per un’occasione speciale desiderate concedervi un abito da favola ma volete evitare di ritrovarlo parcheggiato nell’armadio per anni inutilmente, chiedendovi “ma quando lo rimetto?”.
Siete grandi sostenitori dei guardaroba minimal, non acquistate quasi più nulla per mantenere il numero dei vostri capi molto contenuto, ma avete voglia di concedervi uno sfizio e indossare qualcosa di particolare e diverso dal tono del vostro capsule wardrobe? Non riuscite a resistere alla tentazione di sfoggiare un capo molto di moda ma che sapete non sarà un evergreen e presto sarà difficile rimetterlo senza rischiare di essere guardati come marziani? Per un week-end speciale al mare o in montagna avete bisogno di un outfit adatto ma sarebbe insensato comprare articoli che non utilizzerete successivamente in altre occasioni?
La soluzione è prendere in prestito!
Il modo più sostenibile è curiosare, con la loro approvazione 🙂 , negli armadi di mamme, papà, sorelle, fratelli, nonni, cugini, amiche e amici! Assicurando di trattare con cura e riportare il capo pulito e come nuovo, possiamo concordare un noleggio “in famiglia”! (Chi non lo ha mai sperimentato soprattutto durante l’adolescenza? 🙂 ).
Se non è possibile questa opzione o se desideriamo concederci un piccolo lusso, non ci resta che rivolgerci a uno dei tanti servizi di noleggio! All’estero stanno prendendo piede realtà come Rent the Runway, Girl Meets Dress e Vigga. Rent the Runway negli Stati Uniti mette a disposizione un’ampia scelta di vestiti e accessori attraverso il noleggio una tantum o in abbonamento. Girl Meets Dress è un’attività on line inglese che permette di noleggiare vestiti e accessori a un costo molto contenuto rispetto al prezzo di vendita. Vigga, presente in Danimarca, consente di noleggiare vestiti per bambini con una quota mensile che varia in base al numero di articoli. Nel caso dell’abbigliamento dei bambini è una buona soluzione, considerando il numero ridotto di volte in cui i capi acquistati sono indossati dai bimbi in rapida crescita: un’idea da realizzare in Italia!
Nel nostro paese sembrano diffondersi più lentamente servizi analoghi, ma possiamo trovare:
Drexcode
Gonne, pantaloni, cappotti, camicie, abiti da sera, cerimonia, da sposa, per la maternità, accessori firmati. Alberta Ferretti, Antonio Marras, Blumarine, Moschino, Nina Ricci, Vivienne Westwood, le bellissime borse di Benedetta Bruzziches e tanti altri marchi.
Scegli l’abito che preferisci tra i modelli di grandi firme, scegli la taglia e la data di consegna dell’abito. Al termine del noleggio contatti il corriere per il ritiro. È anche possibile abbonarsi, utilizzando così per 4 o 8 giorni al mese un abito. Inoltre, Drexcode propone una sezione a 50 euro a noleggio.
Front Row Tribe
Olimpia Pitacco e Gabriela Pacini hanno creato questa piattaforma in cui propongono  “un guardaroba infinito ed accessibile. Potete ora noleggiare i vostri look preferiti per ogni occasione – da una serata tra amiche ad un evento elegante”.
Si sceglie il vestito, seguendo anche le indicazioni del tool Trova Look, si indica la data di consegna, si potrà utilizzare il vestito per 4 giorni e si prenota la riconsegna via corriere. La lavanderia e una piccola assicurazione per danni minori sono incluse nel prezzo. Potete trovare capi di Kenzo.
Sono previsti anche abbonamenti illimitati (mensili, semestrali e annuali).
Sarebbe interessante valutare l’impatto di questi servizi in termini di consumo di acqua per l’attività di lavanderia collegata al noleggio, rispetto all’impatto di produzione e acquisto di nuovi articoli. Avviando un servizio di questo tipo l’idea in più potrebbe essere la lavanderia ecologica collegata al noleggio.
Conoscete realtà di noleggio abiti nella vostra città? Se sì, segnalatecelo! Raccoglieremo i vostri commenti che includono indicazioni di negozi nella vostra area in modo da incentivare le economie locali!
(Foto: Rent the Runway)

Di Arianna De Biasi

Molti di voi conosceranno già la pagina facebook: “Te lo regalo se vieni a prenderlo”  diffondendo questa iniziativa possiamo contribuire non solo alla cultura del dono, ma anche alla riduzione dei rifiuti. Presente in molte città Italiane, consente di regalare ciò che non si utilizza più, per il desiderio di donare a qualcun altro qualcosa di utile oppure come tentativo di dare nuova vita a un oggetto prima di farlo diventare un rifiuto. Ho utilizzato tante volte con successo questa pagina.  Dovete iscrivervi al gruppo della vostra città e leggere le istruzioni che vi appariranno sulla pagina solo dopo l’accettazione. A parte per oggetti nuovi o quasi nuovi che col cuore tanti decidono di donare, la trovo molto utile ed efficace soprattutto nel caso di oggetti “all’ultimo stadio”: ciò che è in buono stato o che necessita piccole riparazioni è più facile passarlo nella cerchia di parenti e amici, ma in altri casi o nel caso di materie prime non è sempre così semplice. Non è raro infatti trovare annunci con la dicitura “regalo…. per riciclo creativo”. Tra gli utenti può esserci qualcuno che per hobby o per lavoro si dedica a restaurare, riparare, ricucire, riverniciare, ricostruire o riutilizzare un oggetto che stiamo per lasciare nel cassonetto (meglio nell’isola ecologica). Gomitoli di lana, tessuti, mobili, elettrodomestici, utensili, macchine fotografiche, tv, cellulari, componenti elettroniche, scarpe, vestiti, borse, attrezzature sportive, qualsiasi cosa (tranne alcune eccezioni indicate nelle informazioni della pagina come medicinali dietro ricetta medica o cibo).

Qualcuno getta nei cassonetti per pigrizia o per mancata conoscenza invece di far riparare, cercare interessati tra amici o recarsi in un’isola ecologica. Questa pagina consente con un piccolo sforzo (creare un post con una foto) di salvare un potenziale rifiuto!

Gli amministratori sono molto bravi (e con una pazienza infinita) nel far rispettare le regole necessarie per il buon funzionamento della pagina. Per esempio, non consentendo commenti ironici o critiche o derisioni riguardo l’oggetto magari un po’ decadente messo in regalo.

Scoprirete  anche un utile canale per i vostri acquisti responsabili…a costo zero!

Diffondere questa iniziativa aiuta a diminuire ciò che diventa immondizia!

Desiderate ridurre il vostro impatto nella produzione dei rifiuti ma non sapete come fare quando avete bisogno di un capo di abbigliamento?

Sarah Lazarovic, designer e illustratrice canadese, ha trasformato la piramide dei bisogni di Maslow per riassumere il suo approccio alla ricerca di ciò di necessita. Rientrando dall’esperienza norvegese di pulizia delle coste da tonnellate di rifiuti, piena di mille propositi per aumentare l’impegno nel ridurre i consumi, la trovo perfetta da portare d’ora in poi con me nel momento in cui mi prende la smania degli acquisti. È semplice, immediata e riassume in modo efficace un approccio più responsabile verso gli acquisti!

Comprare (buy) si colloca in uno spazio limitato in cima alla piramide, prima abbiamo altre alternative:

  • Utilizzare ciò che già abbiamo (riparandolo se necessario oppure in caso di abbigliamento modificandolo per renderlo più di nostro gusto. Così facevano i nostri nonni!)
  • Prendere in prestito (da parenti, amici, vicini di casa – in alcuni condomìni le famiglie condividono utensili e attrezzi – o da negozi dedicati al noleggio di vestiti per ogni occasione ma vale anche per oggetti di arredamento, bici, auto, ecc.)
  • Scambiare (in mercatini o siti per il baratto oppure organizzando swap party con gli amici)
  • Comprare di seconda mano (non dimenticandosi di considerare l’impronta ecologica di ciò che stiamo acquistando)
  • Far da sé (creare con le proprie mani dà molta soddisfazione! Su internet si trovano tutorial per realizzare qualsiasi cosa)

Lasciando per ultima l’opzione dell’acquisto contribuiamo a ridurre rifiuti.

Quando non possiamo scegliere alcuna di queste opzioni, non ci resta che comprare,  rivolgendoci a negozi e produttori attenti al rispetto di persone e ambiente lungo la filiera.

Stamperò la piramide per tenerla nel quadernino degli appunti che viaggia con me e… forse seguendo il consiglio dell’autrice di tatuarlo potrò riuscire a far passare gli attacchi pruriginosi di shopping che mi prendono in alcuni periodi!

“Sei libero di condividere, stampare, tatuarti addosso The Buyerarchy of Needs (solo per favore non rifarla con font assurdi. E riconoscimi il credito per favore)” – Sarah Lazarovic.

Nella rubrica di abbigliamento sostenibile approfondiremo le diverse opzioni, seguiteci!