di Arianna De Biasi

Tempo di regali e di ricerche di ispirazione per trovare doni graditi. In rete impazzano articoli con proposte per il Natale di tutti i generi, anche di bellissime idee sostenibili. Questa è un’iniziativa speciale, diversa dalle altre.
Da qualche tempo ho scoperto Kiva, un’organizzazione non profit internazionale, fondata nel 2005 e con sede a San Francisco, con la missione di collegare le persone attraverso i prestiti per alleviare la povertà.
Non propone di effettuare donazioni, ma prestiti che consentano a qualcuno nel mondo di iniziare o far crescere un business, andare a scuola, accedere a energia pulita o realizzare il proprio potenziale. Per alcuni è una questione di sopravvivenza, per altri è il carburante per un’ambizione che dura tutta la vita. I progetti avviati avranno impatto sul destinatario, sulla sua famiglia e sulla comunità.
“Crediamo che il prestito con migliaia di altri sia uno dei modi più potenti e sostenibili per creare un bene economico e sociale. Il prestito a Kiva crea una partnership di mutua dignità e rende facile toccare più vite con lo stesso dollaro. Finanziare un prestito, rimborsarlo, finanziarne un altro”.
È possibile regalare una carta regalo, che consentirà a chi la riceve si scegliere a chi donare e quando il prestito sarà ripagato potrà riutilizzare l’importo per finanziare altri progetti, avendo un impatto più grande! La gift card può essere stampata, inviata via mail o spedita via posta.
Perché non regalare la possibilità di realizzare tanti sogni sparsi per il mondo?

In tema di abbigliamento sostenibile, qui sotto troverete 4 progetti scelti (sul sito è presente una varietà di iniziative raggruppate per tipologia, esempio “Eco-friendly”, Istruzione, Donne, Agricoltura, Arte, ecc. e per area geografica*).

Link al sito: Kiva

 

 

A) Indosole; è una società impegnata a ridurre gli sprechi nell’upcycling e nel riciclo dei pneumatici in suole di calzature, fornendo al contempo un impiego equo agli artigiani indonesiani.
L’impatto? Indosole ha impedito a oltre 80.000 pneumatici buttati di finire nelle discariche in Indonesia. Offrono anche lavoro a più di 40 artigiani indonesiani e personale interno negli Stati Uniti.
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B) Negozio di Selpha, Kenya – Vestiti usati.
Selpha ha 58 anni ed è una vedova con quattro figli, tra i quali tre hanno meno di diciotto anni. Vende vestiti usati da sette anni. Ha fatto domanda per il terzo prestito per consentirle di acquistare più capi di abbigliamento, soprattutto per donne e ragazze a causa della crescente domanda nel mercato.
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C) Heritage Juru Group, Zimbabwe – Vestiti usati.
Ashel rivende vestiti di seconda mano dal Mozambico, approfittando della sua vicinanza al confine con il Mozambico, al mercato di Mutoko. La sua attività la aiuta a integrare le entrate del marito; suo marito la supporta molto nella gestione e pianificazione dei problemi aziendali. È una donna felicemente sposata di 31 anni. È molto felice che attraverso i suoi affari sia in grado di mandare i suoi figli a scuola e mettere il cibo sul tavolo.
Ashel ha unito le forze con altre due donne per formare un gruppo che hanno chiamato Heritage. Il gruppo ha sede a Mutoko. Il loro primo prestito li ha aiutati a far crescere i profitti e il reddito disponibile. Da allora i loro mezzi di sussistenza sono migliorati.
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D) Nuevo Amanecer 2 Group, Guatemala – Fili e tessuti per creare abiti tradizionali.
Rebeca, 19 anni, vive con la sua adorabile famiglia nella città rurale di Chuipoj. Si è guadagnata da vivere facendo vestiti tradizionali per 8 anni e vende ciò che produce localmente. Sta facendo domanda per un prestito che userà per comprare i tessuti e i fili di cui ha bisogno per realizzare gli abiti che vende. Vuole costruire una vita migliore per la sua famiglia.
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PS La totalità del prestito è destinata al finanziamento di progetti. Kiva copre i costi principalmente attraverso donazioni facoltative nonché attraverso il sostegno di sovvenzioni e sponsor.

*Personalmente mi hanno colpito molto le richieste di prestiti per poter costruire servizi igienici all’interno della propria abitazione…

di Arianna De Biasi

Se avete letto il nostro articolo sulla provenienza e la produzione dei nostri indumenti di seta  (http://ecoscienti.org/2018/08/30/con-il-tempo-e-la-pazienza-la-foglia-di-gelso-diventa-un-abito-di-seta-antico-proverbio-cinese/ ) e vi è venuto il desiderio di acquistarne,  vi suggeriamo qualche idea!

Ahimsa/Peace Silk. Vi raccontavamo delle caratteristiche di questo tessuto, più rispettoso degli animali.
Su Etsy si trovano articoli in questo materiale: https://www.etsy.com/market/peace_silk
https://www.etsy.com/it/market/ahimsa
La Cles: è un marchio italiano che propone una collezione in seta Ahimsa – http://www.lacles.it/category/linea-ahimsa/
GIULIA RIEN A METTRE: è un brand italiano che utilizza anche seta peace e fibra di latte (un tessuto con morbidezza simile alla seta) – https://www.notjustalabel.com/designer/giulia-rien-mettre
Terra Madre & Co: propone stole in seta Ahimsa – https://www.terra-madre.eu

Seconda mano e vintage. Trovare un capo 100% di seta second-hand è un tesoro prezioso! Non è difficile incontrarne uno in negozi o mercatini di usato e vintage, dove è possibile acquistare in modo più responsabile e portare a casa un indumento con una bella storia alle spalle!

Spider silk. Stella McCartney; la stilista è conosciuta per l’impegno ambientale, l’attenzione ai materiali sostenibili, il supporto alla ricerca di materie prime green. Il marchio racconta di aver sempre utilizzato un misto di seta tradizionale e di seta Peace. Attraverso la collaborazione con Bolt Threads, un’azienda californiana di biotecnologie, il brand propone ora un biomateriale: la seta di ragno (senza il coinvolgimento di questi insetti ma creando una fibra sintetica con la stessa forza ed elasticità delle tele).
“Quando ho iniziato a occuparmi di design nella moda, non pensavo ci sarebbe mai stato un giorno come questo, in cui saremmo arrivati a una così importante innovazione che fonde moda, sostenibilità e tecnologia. Come vegetariana da una vita, ho sempre sofferto per l’utilizzo della seta e trovare Bolt è stato un momento di cambiamento di vita e professionale per me” – Stella McCartney.
https://www.stellamccartney.com/experience/it/sustainability/materials-and-innovation/silk/

Tencel. È un tessuto al tatto e alla vista simile alla seta, ricavato dalle fibre a base di legno proveniente da foreste sostenibili, 100% biodegradabile, ottenuto attraverso un processo produttivo ecologico.
Altramoda bio: https://www.altramoda.net/it/material/tencel
Algonatural: http://negozio.algonatural.it/shop/search/tencel

Un’altra fibra di legno è utilizzata da Emilio Ricci: http://www.emilioriccigroup.com/it/fibra-di-legno/#
“È anallergico e antibatterico. Non contiene alcun tipo di materiale chimico. È naturale e biodegradabile al 100%. È igroscopico e traspirante. È un termoregolatore naturale.È la soluzione ideale per realizzare materiali medical”.

Cupro. È una fibra di cellulosa che deriva da un processo chimico di trasformazione del cotone o del legno. È importante verifiche che la fibra sia ricavata da legno da foreste sostenibili o da colture di cotone biologico (meglio se con certificazione).
Altramoda bio: https://vestirebio.it/blog-articoli-biologici-prodotti-naturali/blog-reader/items/caratteristiche_fibra_di_cellulosa.html