Dal 23 al 29 aprile 2018 in tutto il mondo potremo seguire molte iniziative di moda sostenibile: una buona occasione per conoscere meglio tante realtà che producono abiti e scarpe nel rispetto delle persone e dell’ambiente, prendendo spunti per il nostro guardaroba responsabile!

“Amiamo la moda, ma non vogliamo che i nostri abiti siano prodotti a costo delle persone o del nostro pianeta” è infatti il manifesto di Fashion Revolution, il movimento che si prefigge di lavorare insieme per cambiare radicalmente il modo in cui gli abiti sono acquistati, prodotti e utilizzati, cosicché il nostro abbigliamento sia prodotto in modo sicuro, pulito e giusto. La settimana di Fashion Revolution dedicata alla moda sostenibile ha come obiettivo ricordare quanto successo il 24 aprile del 2013: il complesso produttivo tessile di Rana Plaza, a Dhaka in Bangladesh, crollò causando più di mille vittime.

Cosa sarà possibile fare? Potrete portare dal 29 aprile i reggiseni che non utilizzate più al negozio L’Antina a favore delle detenute del carcere di Vigevano: a fine mese saranno consegnati al carcere! A Verona potrete partecipare a un corso di ricamo per principianti (presso Filgood), a Prato potrete vedere al lavoro sarti e stilisti da cui farvi consigliare, comprare tessuti pregiati oppure commissionare un capo su misura (da Lottozero). A Lecce gli studenti della Cacagnile Academy svolgeranno un’azione di street marketing raccogliendo impressioni e feedback dei consumatori e del loro approccio alla moda (organizzato da Demodress).  A Bologna potrete invece conoscere 4 incredibili esempi di supply chain pulite e di sartorie con finalità sociali (a cura di Solidarity Commitment). A Roma e a Milano potrete conoscere il percorso di tracciabilità e di trasparenza dalla donazione alla vendita dei capi vintage e di secondamano di Humana (un ottimo luogo per i vostri acquisti consapevoli, ne parleremo presto). E se per caso siete a Londra potete partecipare a due workshoop di Vivienne Westwood!

Se volete far sentire la vostra voce, indossate un indumento al contrario, scattate una foto e pubblicatela sui social chiedendo ai brand “Chi ha fatto i miei vestiti?”. Qui trovate le istruzioni e altre idee su come prendere a parte a questa rivoluzione:  FashionRevolution

“It’s time for a fashion revolution”: fateci sapere se partecipate in qualche modo!

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Ecco la prima proposta segnalataci da Arianna su dove comprare. Non si tratta della soluzione ottimale, ma il riuso è già un passo avanti!

Vide dressing

Cogliendo l’occasione della data vicina di un evento di vide dressing, al Palazzo Colonna di Roma il 14 e il 15 aprile, vorrei raccontarvi di questa possibilità di fare acquisti più consapevoli. Consigliato soprattutto a chi ama andare per mercatini, a chi si diverte a spulciare tra gli stand e a chi non ha urgenza di comprare un capo in particolare. Sarà divertente comunque da provare anche se non siete di questa pasta!

Cos’è il vide dressing?  Violette Sauvage, che organizza l’evento, spiega nel proprio sito: “Il vide dressing è l’idea che ciò che indossiamo può avere una seconda vita, una terza e così via. Un ciclo continuo in grado di realizzare diverse forme di profitto, dal beneficio per l’ambiente alla capacità di realizzare nuovi look e tendenze, senza dimenticare la possibilità di farne il proprio lavoro”. Nelle due giornate è possibile vendere i propri abiti per alleggerire l’armadio e far rivivere capi dimenticati oppure acquistare a buon prezzo qualcosa di nuovo per noi senza che provenga da un nuovo processo produttivo. Nel sito siamo avvisati di non chiamarlo mercatino dell’usato, “glamour” è la parola magica! “Riutilizzo glamour – tutto ciò che acquistiamo e abbiniamo permette di realizzare uno stile personalizzato e lanciare nuove tendenze, quindi perchè non farlo con uno shopping a costi contenuti e di ottima qualità?”.

Si paga un piccolo contributo all’ingresso (2 euro) ed è possibile curiosare tra gli stand alla ricerca di qualcosa che proprio ci piace: scarpe, borse, occhiali, vestiti per ogni stile e gusto. Ricordando la regola numero uno: poche cose, di qualità e che amiamo davvero; quindi non per forza dobbiamo uscire con un acquisto! Avremo comunque sostenuto la possibilità di una nuova vita per tanti oggetti altrimenti inutilizzati o peggio ancora inceneriti.

Per informazioni

http://www.violettesauvage.fr/IT/event/vide-dressing-14-15-aprile-roma/


Questo articolo nasce  scherzosamente dalla  nostra follower/amica Arianna De Biasi che inizia a collaborare con noi curando la sezione “abbigliamento sostenibile” partendo da un commento  su questo tema:

…e mentre decido cosa acquistare il mio guardaroba è oramai vuoto….

Scrive Arianna: il dubbio su come acquistare abbigliamento in modo responsabile può farci sentire bloccati negli acquisti (o purtroppo può spingere qualcuno a fare dietro front alla fine verso i canali tradizionali), ma in realtà ci sono tante soluzioni!

Da qualche anno pian piano ho iniziato a cambiare stile di vita, con l’obiettivo di diventare più ecosciente 😉 La ricerca di soluzioni più pulite e responsabili per vestirsi è uno dei punti che mi ha affascinato anche perchè necessario: l’industria tessile è il secondo settore più inquinante al mondo. All’inizio il panico è normale (“E ora dove compro? Come andrò in giro vestita? Dovrò cambiare stile e indossare cose “buone” ma che non mi piacciono tanto o non mi stanno bene?”). Per tanto tempo l’idea di abbigliamento responsabile, etico, ecologico, bio ecc. si è ancorata nell’immaginario a un look alternativo, prevalentemente di capi ampi e comodi in colori grezzi, poco al passo con le riviste di moda. Ma ci sono buone notizie anche per chi si veste in modo diverso da quell’immaginario: molto è cambiato e tanto ancora sta cambiando nella moda! E con i nostri acquisti di certo possiamo contribuire a questo cambiamento senza rinunciare al nostro stile personale, anzi affinandolo.

Magari avessi ancora il problema di non trovare capi da acquistare o da creare! Vedo tante cose belle leggendo di moda sostenibile e fatico a seguire la prima regola fondamentale degli acquisti consapevoli: poche cose, di qualità e che apprezziamo davvero.

Avete presente quando al mattino indossate un maglione preferito, una maglietta, una camicia, un vestitino che vi fa stare bene, che vi conforta, che vi fa sentire di partire con il piede giusto per una giornata meravigliosa? Qualcosa che ogni tanto nell’arco della giornata vi fa soprendere a pensare: “Certo che questa maglia è proprio comoda!” o “I colori di questo vestito sono proprio belli, mi mettono allegria!” o ancora “Questi pantaloni mi stanno proprio bene!”. Ho un maglione per esempio che indossato mi trasmette la morbida sensazione di essere teneramente protetta.

Ecco, immaginate di arrivare a vivere questa sensazione tutti i giorni! La ricerca di canali alternativi aiuta a prendere tempo per riflettere su due punti fondamentali: “mi piace davvero?”; “ne ho bisogno?”.

Prima di scoprire insieme dove e cosa possiamo acquistare comsapevolmente tenevo molto a condividere la regola numero uno: poche cose, di qualità e che amiamo. Vi garantisco che le sensazioni positive descritte sopra non potranno che essere potenziate al pensiero che con quel capo che indossate avete scelto di rovinare un pochino meno il nostro pianeta.

E per quanto sia difficile essere vestiti da capo a piedi al 100% nel modo più sostenibile possiamo però fare un passo alla volta!

….. Amo questo cappottino grigio di lana di un laboratorio artigianale!