di Arianna De Biasi

Quanti di noi hanno un paio di jeans nell’armadio? Soprattutto quelli preferiti, vorremmo che si mantenessero belli per sempre. In generale, ci piace allungare la vita dei nostri vestiti! Ecco alcuni accorgimenti per farli durare nel modo più sostenibile possibile (sulla sostenibilità dei jeans stiamo studiando per prepararvi un bell’articolo):

  • Innanzitutto é meglio lavarli il meno possibile, quando hanno macchie o sono proprio sporchi, non solo per evitare che si restringano o sbiadiscano, ma anche per ridurre il consumo di acqua e quindi l’impatto sull’ambiente. Meno si lavano e più sono belli. Dal sito di Hiutdenim CO: “Crediamo che più resisti senza lavarli, più bello diventerà  il tuo paio di jeans”. Qui puoi leggere di più sui benefici di  ‘No Wash Club’Anche il brand inglese Albam suggerisce. “Ci sono molte correnti di pensiero su come prendersi cura dei jeans. Alcuni dicono ‘Wear them ever, wash them never’ (Indossali sempre, lavali mai)”. Il marchio svedese Nudie Jeans sostiene: “Rispetto ad un nuovo paio di jeans asciutti, l’odore di un paio ben indossata poco prima del lavaggio è completamente diverso. È un odore che potrebbe molto probabilmente resuscitare i morti. Ma è sicuramente l’odore di un vincitore”.  🙂
  • Lavali con acqua fredda, invece di acqua tiepida o calda, perché è più delicata per le fibre.
  • Meglio lavarli a mano, soprattutto se sono decorati o hanno inserti in ecopelle; se li metti comunque in lavatrice, ricordati di farlo a pieno carico e imposta un programma delicato.
  • Per farlo durare di più, prima del lavaggio chiudi la cerniera lampo o i bottoni.
  • Rigirali per il lavaggio, così si protegge il davanti. E inoltre avrai modo di verificare di non aver dimenticato nulla nelle tasche 🙂
  • In caso di macchie, pre-tratta con uno smacchiatore ecologico o anche con semplice sapone delicato.
  • Utilizza un detersivo delicato (ecologico), senza esagerare con le quantità, perché non è vera l’equazione “più detersivo=più pulito”!
  • Un vecchio trucco per ravvivare i jeans è quello di metterli a bagno in acqua e aceto prima del lavaggio (consigliamo di sostituire l’aceto con l’acido citrico, perché più sostenibile). Non abbiamo evidenza del fissaggio dei colori ma sicuramente diventeranno più morbidi! Qualcuno aggiunge anche la birra.
  • In caso di jeans induriti puoi metterli in ammollo in acqua e acido citrico, aggiungendo 1 cucchiaio di sale grosso.
  • Per avere jeans morbidi, come ammorbidente per il lavaggio utilizza l’acido citrico.
  • Non strizzarli, perché si rischia di torcere e spezzare le fibre. Per togliere l’acqua puoi arrotolarli e premere con decisione.
  • Stendili all’aria, evitando la luce diretta del sole. È meglio evitare l’asciugatrice, li maltratta! Puoi metterli in orizzontale, oppure posarli su un asciugamano che assorba l’acqua o appenderli nella doccia lasciandoli sgocciolare. 
  • Se proprio è necessario stirarli, stirali a rovescio con ferro caldo con vapore, dalle tasche alle gambe.
  • Appendili su una gruccia di legno, piegandoli all’altezza della ginocchia in modo che la vita penda verso il basso e lasciando che “respirino” nell’armadio.
  • Per ravvivarli tra un lavaggio e l’altro puoi preparare una soluzione da mettere in uno spruzzino con 50% vodka (liscia) e 50% acqua. Puoi sostituire la vodka con l’acido citrico oppure utilizzare 1 cucchiaio di bicarbonato sciolto in mezzo litro di acqua e una decina di gocce del tuo olio essenziale preferito.

Ps Il metodo di riporli nel freezer non è scientificamente provato! Il freddo sembra catturare i batteri in modo da eliminare l’odore per un po ‘, ma una volta indossati il calore corporeo attiverà nuovamente i batteri.

E voi, quali trucchi conoscete?

di Arianna De Biasi

Se avete letto il nostro articolo sulla provenienza e la produzione dei nostri indumenti di seta  (http://ecoscienti.org/2018/08/30/con-il-tempo-e-la-pazienza-la-foglia-di-gelso-diventa-un-abito-di-seta-antico-proverbio-cinese/ ) e vi è venuto il desiderio di acquistarne,  vi suggeriamo qualche idea!

Ahimsa/Peace Silk. Vi raccontavamo delle caratteristiche di questo tessuto, più rispettoso degli animali.
Su Etsy si trovano articoli in questo materiale: https://www.etsy.com/market/peace_silk
https://www.etsy.com/it/market/ahimsa
La Cles: è un marchio italiano che propone una collezione in seta Ahimsa – http://www.lacles.it/category/linea-ahimsa/
GIULIA RIEN A METTRE: è un brand italiano che utilizza anche seta peace e fibra di latte (un tessuto con morbidezza simile alla seta) – https://www.notjustalabel.com/designer/giulia-rien-mettre
Terra Madre & Co: propone stole in seta Ahimsa – https://www.terra-madre.eu

Seconda mano e vintage. Trovare un capo 100% di seta second-hand è un tesoro prezioso! Non è difficile incontrarne uno in negozi o mercatini di usato e vintage, dove è possibile acquistare in modo più responsabile e portare a casa un indumento con una bella storia alle spalle!

Spider silk. Stella McCartney; la stilista è conosciuta per l’impegno ambientale, l’attenzione ai materiali sostenibili, il supporto alla ricerca di materie prime green. Il marchio racconta di aver sempre utilizzato un misto di seta tradizionale e di seta Peace. Attraverso la collaborazione con Bolt Threads, un’azienda californiana di biotecnologie, il brand propone ora un biomateriale: la seta di ragno (senza il coinvolgimento di questi insetti ma creando una fibra sintetica con la stessa forza ed elasticità delle tele).
“Quando ho iniziato a occuparmi di design nella moda, non pensavo ci sarebbe mai stato un giorno come questo, in cui saremmo arrivati a una così importante innovazione che fonde moda, sostenibilità e tecnologia. Come vegetariana da una vita, ho sempre sofferto per l’utilizzo della seta e trovare Bolt è stato un momento di cambiamento di vita e professionale per me” – Stella McCartney.
https://www.stellamccartney.com/experience/it/sustainability/materials-and-innovation/silk/

Tencel. È un tessuto al tatto e alla vista simile alla seta, ricavato dalle fibre a base di legno proveniente da foreste sostenibili, 100% biodegradabile, ottenuto attraverso un processo produttivo ecologico.
Altramoda bio: https://www.altramoda.net/it/material/tencel
Algonatural: http://negozio.algonatural.it/shop/search/tencel

Un’altra fibra di legno è utilizzata da Emilio Ricci: http://www.emilioriccigroup.com/it/fibra-di-legno/#
“È anallergico e antibatterico. Non contiene alcun tipo di materiale chimico. È naturale e biodegradabile al 100%. È igroscopico e traspirante. È un termoregolatore naturale.È la soluzione ideale per realizzare materiali medical”.

Cupro. È una fibra di cellulosa che deriva da un processo chimico di trasformazione del cotone o del legno. È importante verifiche che la fibra sia ricavata da legno da foreste sostenibili o da colture di cotone biologico (meglio se con certificazione).
Altramoda bio: https://vestirebio.it/blog-articoli-biologici-prodotti-naturali/blog-reader/items/caratteristiche_fibra_di_cellulosa.html

di Arianna De Biasi
Se vi siete avvicinati o lasciati incuriosire dallo stile di vita minimal, conoscete probabilmente già Project 333, che nasce dalla filosofia “be more with less”. Essere minimalisti non significa automaticamente essere sostenibili, ma vivere acquistando meno e realizzare di non avere bisogno del superfluo sono sicuramente passi più responsabili.

Project 333 è una sfida di moda minimalista che si basa sull’obiettivo di vestirsi con meno abiti utilizzando un guardaroba basic (“capsule wardrobe”). Come funziona? Si scelgono 33 capi/accessori/scarpe da indossare per i successivi 3 mesi, eliminando il resto dal proprio guardaroba. Vuol dire quindi passare in rassegna ciò che c’è nel nostro armadio, facendo caso a quello che indossiamo di più, a quello che sta parcheggiato da tempo con tanto di ragnatele e non ricordavamo neanche di avere, a quello che non ci piace più molto e al contrario a ciò di cui proprio non potremmo fare a meno (i nostri pezzi preferiti). Se ci accorgiamo di qualche indumento non tanto in buone condizioni, proviamo a ripararlo oppure se non è possibile lo sostituiremo con un altro. Una volta selezionati capi e accessori, la regola prevede di inscatolare il resto in modo da non averlo sotto gli occhi. I più coraggiosi potranno già da subito salutare questi pezzi. Ciò che scartiamo andrà donato o venduto o scambiato: l’obiettivo finale non deve essere buttare e quindi creare rifiuti, ma farci vivere in modo più leggero, come si prefigge il minimalismo. Che noi cerchiamo di rendere “minimalismo responsabile”.

Sul sito ufficiale (https://bemorewithless.com/project-333/) potete trovare le regole, un link al blog con consigli, suggerimenti e incoraggiamenti da parte di altri minimalisti e una raccomandazione: la sfida deve portare gioia, non frustrazione! Sarà un buon esercizio anche per farci riflettere prima di acquistare nuovi elementi del nostro guardaroba, portandoci a scoprire che è possibile vestirsi con meno di ciò che pensiamo. Magari non arriveremo ad abbracciare lo stile minimal, vivendo con 33 pezzi, ma in ogni caso sarà d’aiuto per fare un passo in più con le nostre scelte responsabili regalandoci una sensazione di leggerezza.Se non vi sentite ancora pronti per la sfida, potete iniziare dal progetto contrario: eliminare 33 capi dal vostro armadio! Oppure si può cominciare dalla valigia per le vacanze, un primo piccolo esercizio di riflessione e selezione di capi. Raccontateci com’è andata!

 

Approfondimenti:
Project 333 nasce da un’idea di Courtney Carver. Quando le fu diagnosticata la sclerosi multipla nel 2006 decise di focalizzarsi solo sulle cose veramente importanti della vita. Questo la spinse a ridurre tutto ciò che era ingombrante in termini di spazio e tempo. Non fu facile ma perseverò, scoprì che liberarsi da ciò che si possiede riduce i livelli di stress e iniziò a sentirsi meglio. Lanciò il sito BeMoreWithLess.com. Il suo Project 333 ha un ampio seguito, per cui ha lanciato un’iniziativa simile che riguarda il cibo. “La maggior parte delle persone accumula oggetti per ragioni psicologiche”, dice Courtney. “Siamo così impegnati a mantenere, conservare cose, assicurandoci che ci sia posto per loro. Non è avidità. È cercare di colmare un vuoto così grande che non potrà mai essere riempito”. “Puoi andare in terapia o iniziare a sgombrare”. ((Da un articolo della BBC https://www.bbc.com/news/magazine-31051632)

Una storia minimal?
L’ uomo che vive con 3 camicie
https://www.viverezen.it/giornale-bio/felicita-futon-minimalismo/

Consigli per creare il vostro capsule wardrobe?
https://www.malvarosa.info/capsule-wardrobe/
http://camiciaecravatta.com/stile-maschile-2/creare-un-guardaroba-capsula-per-lui/
http://d-art.it/moda/costruire-il-perfetto-guardaroba-maschile/30172
https://www.donnamoderna.com/moda/moda-pratica/armadio-capsula-come-creare-guardaroba-perfetto
https://theswingingmom.com/basic-guardaroba-bimbi-estate/
https://fiammisday.com/blog/capi-base-bambino/
https://www.gentlemansgazette.com/capsule-wardrobe-guide/
https://bemorewithless.com/how-to-build-a-capsule-wardrobe/

(Foto: dal sito https://bemorewithless.com/project-333/)

 

di Arianna De Biasi

Ho scoperto il bambù come risorsa tessile qualche anno fa, acquistando una soffice maglietta nel negozio del progetto Clean Ocean Project (Canarie). E’ subito diventata una delle mie preferite!
Tra i filati sostenibili sempre più spesso si nomina il bambù, una fibra di pura cellulosa.
Lucente come la seta, morbido, antibatterico, resistente, traspirante, assorbente (più del cotone), protettivo dai raggi UV, al 100% biodegradabile senza rilasciare sostanze tossiche.
Antibatterico perché contiene un agente chiamato Bambù Kun che assolve una naturale funzione deodorante bloccando la proliferazione dei batteri origine di cattivi odori. I vestiti in bambù sono più igienici e rimangano più freschi e profumati (uno studio pubblicato su AATTCC Review realizzato dall’Università della Georgia mette però in dubbio questa proprietà, mentre altri test mostrano un tasso di mortalità dei batteri all’interno delle fibre di bambù di oltre il 70%.).
La pianta di bambù è una risorsa rinnovabile, cresce rapidamente, arrivando a maturazione in 3-4 anni. Non necessita di pesticidi o fertilizzanti, rigenera il terreno. Per la crescita si accontenta di acqua piovana. Assorbe elevate quantità di biossido di carbonio, trasformandolo in ossigeno.
Preferito da tanti eco-designer, sembra il tessuto sostenibile perfetto. Alcuni però sollevano dubbi al riguardo, considerando l’impatto sull’ambiente e sulla salute umana. La pianta non richiede pesticidi ma potrebbero essere comunque utilizzati. Inoltre potrebbe essere coltivata in zone appositamente deforestate. Infine le critiche riguardano il processo di trasformazione. Come per il rayon, le fibre di bambù sono trattate chimicamente per produrre “bambù rayon” o “viscosa di bambù”, a meno che non si ricorra invece al processo meccanico (e non chimico) di trasformazione. Il procedimento meccanico consiste nella frantumazione delle parti legnose della pianta, rese poltiglia da enzimi naturali (in un processo simile a quello della canapa), ottenendo in questo caso un “lino di bambù”. Il processo chimico è più economico e sembra quindi più frequentemente utilizzato, ma anche non sostenibile per via dell’impiego di sostante chimiche tossiche (forti solventi).

Come acquistarlo allora?
Verificando la presenza di certificazioni internazionali come Skal, Soil Association, Demetra, KRAV, GOTS, Organic Content Standard o OEKO-TEX. Quest’ultima è al momento la più completa garanzia di tutela per i consumatori, insieme alla GOTS ci assicura non ci siano sostanze dannose. E’ inoltre in fase di sviluppo una nuova tecnologia (Greenyarn™) che consente la realizzazione di tessuto da nanoparticelle di carbone di bambù, senza utilizzo di sostanze chimiche – ne seguiremo i progressi.  Volendo essere acquirenti ancora più responsabili, potremmo indagare sulla provenienza del bambù chiedendo informazioni sulla zona di coltivazione. La Cina è attualmente il maggior produttore, ma anche in Italia abbiamo coltivazioni. Investigare e chiedere ai produttori sono sempre azioni da veri eco-fashion shopper!

(fonte principale: http://organicclothing.blogs.com/my_weblog/2007/09/bamboo-facts-be.html)

Dove acquistarlo?
Teniamo presente che produrre tessuto dal bambù in modo sostenibile è più oneroso, ecco perché gli indumenti in questo materiale naturale saranno meno economici rispetto ad altre scelte, ma vi stupiranno per la morbidezza e la comodità, perfetti per un armadio dalla filosofia “poche cose ma che amiamo e di qualità”!

PS Seguite le istruzioni indicate dal produttore per mantenere al meglio i vostri capi.

Vesti la natura
Negozio italiano on line di abbigliamento sostenibile (vestiti, scarpe, borse, intimo). “Le nostre idee di moda? Socialmente equa, a basso impatto ambientale, rendere competitiva la manifattura sartoriale italiana, utilizzo di materiali alternativi a quelli di origine animale”.
Riguardo al bambù, propone due brand italiani:

      • Re-Bello, che produce (in Italia, Grecia e Turchia) capi 70% in bambù e 30% in cotone organico, certificati GOTS, OEKO Tex Standard e Fair Wear Foundation. Troverete molti modelli di T-shirt, anche in fibra di eucalipto), con varie stampe e grafiche. Le t-shirt in bambù sono attualmente in sconto, circa il 50% in meno, che consente così di acquistare a prezzi più abbordabili, tra i 25-35 euro (non è solitamente molto economico).
      • Malia Lab, che produce artigianalmente in Italia abbigliamento ecologico con certificazioni GOTS, Organic Content Standard e OEKO TEX. T-shirt, pantaloncini, pantaloni in bambù e altre fibre naturali.

Shop on line.
Per donna.
https://www.vestilanatura.it

Bamboom
Marchio italiano (di fascia alta) di abbigliamento e accessori per la prima infanzia. Disegnati in Olanda, prodotti al 100% in Italia (tessuti italiani), certificati Oeko-Tex, GOTS e EcoCert. Sul loro sito navigherete tra abitini e accessori con linee pulite ed eleganti e colori tenui. Molto belli gli animaletti in morbido bambù: Dragon, Doggie ed Elephant sono tenerissimi.
Corner in molti punti in Italia, presente anche in Olanda, Belgio, Spagna, Svizzera e Polonia.
Per bimbi.
https://www.bamboom.it/it/about-us

Rétro eco à porter
Marchio italiano di abbigliamento, intimo e accessori in tessuti biologici ecologici, scelti da fornitori italiani. “Sial le fibre biologiche, sia le tinture dei nostri tessuti sono prove di sostanze dannose per l’ambiente e la salute della tua pelle. In piccoli laboratori a gestione familiare, abili sarte creano i capi nel pieno rispetto dei lavoratori e del made in Italy”. Troverete canotte e maglie in bambù e ricino, realizzate artigianalmente con macchina da maglieria. La scheda trasparente sul prodotto riporta nella composizione “viscosa di bambù” e non ho trovato indicazioni sulla certificazione con riferimento ai campi in bambù, ma genericamente nella sezione “Chi siamo” (GOTS e ICEA – Institute Ethical and Environmental Certification). Ha anche un’ampia scelta di indumenti in altre fibre naturali.
Nel 2014 ha ricevuto il Premio per lo Sviluppo Sostenibile.
Per donna.
Negozio on line e rivenditori a Torino, Rovigo e Roma.
http://www.retroecoaporter.com/en/

Green Shirts
Brand tedesco di abbigliamento sostenibile. La loro missione: “fondare l’etichetta di abbigliamento più verde del mondo: condizioni di lavoro eque, prodotti organici, supporto alla produzione locale, energia rinnovabile nella produzione, banca eco e equa, metodi di spedizione con impatto neutrale sull’ambiente e materiale pubblicitario e imballaggio con prodotti riciclati.
Troverete magliette 70% in bambù, 30% in cotone organico, classiche e con stampe.
Certificazioni Fair Wear Foundation, Eko, Organic Standard Soil Association, Working with the carbon trust, Salvage, International Labour Organization, Oeko Text Standard 100, Environmental Justice Foundation.
Shop on line.
Per uomo e donna.
https://www.green-shirts.com/en/search?sSearch=bamb

CORA Happywear
Brand italiano di abbigliamento in bambù e altre fibre naturali. Sul loro sito potrete leggere in modo trasparente delle lacune nella sostenibilità del bambù a proposito del processo produttivo collocato in Turchia: “tale processo non è certamente ancora ottimale per l’ambiente, a causa dell’elevato consumo di acqua e di prodotti chimici. Vi è quindi ancora molto spazio d’azione per miglioramenti relativi a questa fase del processo (n.d.r.: trasformazione della pianta in viscosa). In CORA Happywear, al fine di attenuare gli impatti ambientali negativi del processo di estrazione della fibra mescoliamo il bambù con il 30% di cotone organico nella fase di filatura”. Certificazioni Fair Wear Foundation, Organic Standard Soil Association, Confidence in Textiles e GOTS.
Troverete simpatiche e colorate t-shirt! Ora in saldo!
Negozio on line.
Per donna e bambino.
https://www.corahappywear.com/it/

(Foto: Green Shirts)

di Arianna De Biasi

Perché parliamo di cotone? Perché è uno dei tessuti più utilizzati per il nostro abbigliamento (e non solo) ed è anche tra quelli con maggior impatto ambientale. Considerando le magliette, ogni anno nel mondo ne acquistiamo 2 miliardi!

E’ fresco, morbido, piacevole da sentire sulla pelle, pratico, d’estate quasi un must, ma ne acquistiamo così tanto che non mancano le conseguenze sull’ambiente e sulle persone….

Ne parliamo per capire perché prima di comprare capi in cotone tradizionale sia importante chiederci se davvero ne abbiamo bisogno o almeno valutare l’opzione del cotone biologico o altre fibre naturali.

Perché l’impatto del cotone sulla natura e sulle persone non è trascurabile? Il video The life cycle of a t-shirt (di Angel Chang) ci spiega passo passo la vita di questo tessuto.

Si parte dalla coltivazione, che avviene in più di 80 paesi (India, Cina e Stati Uniti soprattutto) e che richiede un ammontare significativo sia di acqua sia di pesticidi. Sono necessari 2.700 litri di acqua per produrre una t-shirt standard, spesso impiegando questo prezioso bene proprio in paesi dove scarseggia, visto che il cotone predilige climi asciutti. Inoltre, è una delle piantagioni in cui si utilizzano più pesticidi al mondo: 1/3 dei pesticidi chimici e dei fertilizzanti sintetici globalmente utilizzati. La coltivazione riguarda anche l’aspetto sociale: il salario dei lavoratori, il coinvolgimento di minori nella raccolta, le condizioni di lavoro (tra cui l’inalazione di sostanze tossiche).

Successivamente il cotone è spedito (con relativo impatto quindi in termini di emissioni) in fabbriche per essere mischiato, cardato, pettinato, tirato, allungato e infine intrecciato in nastri componendo matasse. Queste passano alla fase successiva: la tessitura. Sono aggiunti prodotti chimici per renderlo morbido e bianco. Le matasse sono sbiancate e poi tinte, purtroppo nella maggior parte dei casi con sostanze tossiche (dannose per la pelle, per i lavoratori che ne vengono a contatto e per l’ambiente arrivando dagli scarichi industriali nell’oceano).

A questo punto il tessuto viaggia di nuovo nel mondo, per essere trasformato in magliette. Il Bangladesh è il maggior esportatore di magliette di cotone, 5 milioni di persone lavorano nella produzione di magliette – tipicamente vivono in condizioni di povertà e ricevono un salario esiguo, non sufficiente per vivere dignitosamente. Il documentario “UDITA” (https://www.youtube.com/watch?v=g_tuvBHr6WU) racconta di 5 anni accanto alle donne coinvolte nella produzione di abbigliamento in Bangladesh. Questa finestra sulla loro vita mi ha colpito profondamente, da quando l’ho visto non riesco più a non chiedermi da dove venga ciò che vorrei comprare, chi lo ha fatto, se con il mio acquisto sto spendendo troppo poco a discapito di un livello di vita dignitoso di qualcun altro… Il video è stato una delle ragioni dell’adozione della filosofia “pochi capi ma di qualità e sostenibili” (http://ecoscienti.org/2018/04/13/vita-da-ecoscienti-abbigliamento-sostenibile/ ).

Una volta prodotte, le magliette viaggiano nuovamente sul pianeta per essere vendute. Si calcola un’enorme impronta di CO2, producendo globalmente il 10% delle emissioni di carbonio (1.000 miliardi di kilowatt orari) ogni anno.

Se proprio desideriamo indossare capi in cotone, consideriamo quello organico, che rappresenta l’1% della produzione globale (22 milioni e 700 mila tonnellate) oppure l’acquisto di indumenti di seconda mano.

Il cotone organico è coltivato senza pesticidi e fertilizzanti sintetici e non proviene da semi geneticamente modificati. Ma soprattutto implica un sistema agricolo sostenibile, perché i piccoli coltivatori di cotone di solito piantano più colture, sia per la vendita sia per il consumo familiare (soia, girasoli, legumi, ecc.), non affidandosi solo ad una tipologia di coltivazione. Contribuiscono così alla biodiversità del terreno. Anche il consumo di acqua è significativamente ridotto, perché principalmente deriva dalla pioggia: si stima un consumo di acqua pari al 10%- 20% della quantità richiesta dalla coltura tradizionale.

Ecco una tabella riassuntiva del confronto tra cotone normale e biologico:

(fonte Textile Exchange)

La certificazione e la tracciabilità ci aiutano a scegliere prodotti con impatto più contenuto. Il certificato GOTS (Global Organic Textile Standard) ci dà maggiori garanzie e riguarda la trasformazione, la produzione, l’imballaggio, l’etichettatura, il commercio e la distribuzione dei tessuti realizzati con almeno il 70% di fibre naturali biologiche.

Il certificato Fair Trade invece riguarda gli aspetti sociali/lavorativi della produzione del tessuto, garantendo il rispetto delle persone coinvolte.

Curiosa alternativa la maglietta con durata garantita per 30 anni: prodotta in cotone italiano per durare a lungo, in caso accada qualcosa al vostro indumento per tre decadi dall’acquisto sarà riparata o sostituita gratuitamente.
La collezione artigianale “30 anni” di Tom Cridland include anche camice, pantaloni, felpe e giacche in cotone, lana e cachemire. L’antitesi (e l’antidoto) della fast fashion.
Ho chiesto informazioni all’azienda su un’eventuale certificazione dei tessuti ma non ho avuto al momento risposta.
Per uomo e per donna.
https://www.tomcridland.com/collections/the-30-year-t-shirt

Per prodotti in cotone organico e/o altre fibre naturali:

Lizè Natural Clothing
Negozio italiano on line di capi in tessuti naturali che “possono essere sani, belli e accessibili a tutti”.
Oltre al canale on line, ha un punto vendita in Valbrenta.
Per uomo, donna e bambino.
http://www.lize-shop.it

Dedicated
Brand svedese sostenibile di streetwear in cotone biologico, nel rispetto dei lavoratori. Ha diversi punti vendita in Italia.
Per uomo, donna e bambino.
https://www.dedicatedbrand.com/en/

Altra Moda Vestire Bio
Negozio italiano on line con abbigliamento biologico e articoli naturali per tutta la famiglia.
Per uomo, donna e bambino.
https://www.altramoda.net/it

Per un tessuto naturale al momento più sostenibile potete leggere qui:
http://ecoscienti.org/2018/06/07/un-tessuto-ecologico-e-fresco-per-le-calde-giornate-il-lino/

Per un’altra scelta responsabile:
http://ecoscienti.org/2018/05/17/infiniti-abiti-zero-ingombro-un-sogno/

(Foto: Dedicated – da Textile Exchange)

       di Arianna De Biasi

L’80% di questa fibra tessile è prodotto in Europa (quindi raramente proverrà da paesi molto lontani influendo sull’impatto ambientale).

Se cercherete abbigliamento e biancheria per la casa in lino su Etsy, troverete un’ampia offerta di negozi on line dalla Lituania, paese in cui la produzione e la tradizione del lino è  diffusa.
La scelta di negozi che propongono abiti di lino è vasta per donna, uomo e bambini, più ristretta se cerchiamo lino biologico, ma già di per sè il lino è appunto una soluzione più responsabile rispetto ad altri materiali.

Diecimila aziende europee sono coinvolte nella produzione e nella stigliatura del lino creando un prodotto d’eccellenza: traspirante in estate, isolante in inverno, resistente, assorbente, anallergico e adatto a pelli sensibili. Il lino lavato inoltre non necessita di stiratura!
La sua coltivazione ha un impatto ambientale molto ridotto rispetto per esempio al cotone: assorbe CO2 nell’atmosfera (un ettaro di lino= 3,7 t/ha di CO2 trattenuti), non richiede irrigazione (è sufficiente la pioggia), ha effetti positivi sulla diversità dell’ecosistema, richiede un uso limitato di fertilizzanti (se poi è organico ancora meglio!), non produce scarti perché tutta la pianta viene utilizzata. (Fonte dati: Advisory Commission Report to the European Parlament, Brussels).
Mentre leggete già desiderate indossare un capo in lino biologico che sa d’estate?
Ecco dove trovarne già pronti o dove acquistare il tessuto per crearne da sè!

Atelier sul Brenta
Abiti sartoriali italiani, cuciti su misura. La loro filosofia è: “la concezione di un capo d’abbigliamento che sia bello, comodo, che possa vestire bene tutte le taglie, nel rispetto dell’ambiente e del lavoratore. Ogni capo è accuratamente disegnato, tagliato e confezionato nell’atelier con tessuti di altissima qualità, quasi sempre naturali ed etici, fabbricati in Europa o comunque certificati”.
Troverete poetici e comodi capi in lino che vi daranno la sensazione di indossare la natura!
Per donna.
http://ateliersulbrenta.tictail.com/products

Alloa casale
Negozio italiano on line su Etsy, propone vestiti di lino lavato di buona qualità. Capi in lino anche biologico semplici, eleganti e comodi.
Per donna.
https://www.etsy.com/it/shop/ALLOACASALE

Easyatelier
Negozio italiano on line, realizza a mano abbigliamento in tessuti naturali. Troverete maglie e pantaloni in lino.
Per donna
OffOn
Marchio lituano, che si impegna a produrre in modo sostenibile abiti hand made (e “hearth made”, specificano sul loro sito).
Si impegnano a non produrre alcuno scarto e a creare a mano solo abiti in base alle esigenze individuali (non collezioni stagionali). 
La produzione è collocata in Lituania coinvogendo i sarti locali di cui rispettano le condizioni lavorative.
Vasto assortimento per donna e bambino.
https://www.etsy.com/it/shop/OffOn?ref=s2-header-shopname
Ecovisioni
Negozio on line italiano che promuove produttori e designer che perseguono creatività, qualità e sostenibilità. “Sono prodotti realizzati con materiali naturali senza presenza di sostanze chimiche e in molti casi con materiali di recupero e riciclati. Prodotti ideali per chi vuole distinguersi, adottando stili di vita ecosostenibili o per persone che soffrono di intolleranze e allergie”.
Per uomo e donna.
Riccamar
Negozio on line di abiti fatti a mano per bambini.
Omalinen
Azienda estone che produce a mano biancheria di lino europeo biologico certificato OEKO TEX.
Oltre alla biancheria per la casa troverete graziosa biancheria da notte (vi innamorerete degli short!).
Filotimo
Marchio italiano di moda etica e sostenibile, crea abiti artigianalmente in Italia. “Selezioniamo, tra quelli naturali, i materiali con il minor impatto ambientale, valutandone l’intero ciclo di vita”. Inoltre gli scarti dei tessuti sono trasformati in carta riciclata.
Ha una selezione di capi in lino.
Per uomo e per donna.
Bengidesign
Azienda lituana che produce a mano abbigliamento di lino anche biologico: non i soliti capi! Troverete originali creazioni.
Per donna. Qualche capo per bambino. Anche tessuti.
https://www.etsy.com/it/shop/Bengidesign/
Stitch And Saga
Brand lituano che utilizza tessuti sostenibili, vegani e prodotti localmente. “Non abbiamo abbandonato la tradizione ma reinventata. Continuiamo a utilizzare lino e altri materiali naturali locali. Il nostro motto è: creare tessuti che hanno cura delle persone. Questo significa che scegliamo solo tessuti naturali”.
Per donna e biancheria per la casa.
https://www.etsy.com/it/shop/StitchAndSaga/items?ref=pagination&page=2
LinenBuy
Negozio lituano on line, vende una vasta gamma di tessuti e capi di lino anche organico. Il loro credo è: “Ogni articolo deve essere naturale, organico ed ecologico. Tutte le fibre tessili da cui sono prodotti i tessuti o altri articoli devono proteggere la salute delle persone e preservare l’ambiente!”.
Per donna e bambino. Anche tessuti.
https://www.etsy.com/it/shop/LinenBuy/
Marini industrie
Azienda italiana che produce tessuti di pregio. In particolare, creano un tessuto (Organic Stretch Linen) caratterizzato da un’alta sostenibilità ambientale, grazie al certificato GOTS (Global Organic Textile Standard ) sul lino organico.

Tessuti.

 

(foto: campo di lino – autore vvvita)

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di Arianna De Biasi

È il momento di sfoggiare gonne leggere, colorate, fresche, tinta unita, a fiori (in voga in questa stagione): che ne dite di provare a realizzarne una con le vostre mani? Per chi non è pratico, non si spaventi: in pochi semplici passi potrete creare con rapidità una gonna a pieghe o a ruota! Tra le opzioni per creare il vostro armadio sostenibile, la scelta del fai da te dà molte soddisfazioni ed è divertente. La gonna è il capo più facile da fare! Anche se non abbiamo conoscenze di cucito possiamo realizzarla da un tessuto che abbiamo in casa, recuperato da un altro capo oppure acquistando un materiale sostenibile (lino o cotone organico, bambù, canapa, ecc.), meglio ancora se uno scampolo o una rimanenza.

In rete è possibile trovare tutorial per cucire qualsiasi cosa. Per voi ecco una raccolta di alcuni link (includono anche quelli da me provati) che vi mostrano passo passo come cucire una semplice gonna, addirittura da un rettangolo di tessuto senza tagliare o senza carta modello o ancora da una camicia! E, se non abbiamo una macchina da cucire, perché non cercare tra parenti, vicini e conoscenti chi può mettervi a disposizione la propria macchina? O meglio ancora organizzare un pomeriggio di chiacchiere e cucito con un’amica che ne è provvista?

Se utilizzate questi link fateci sapere com’è andata!

https://www.youtube.com/watch?v=ES3ilWqSIxk

https://www.youtube.com/watch?v=IZrys4QWuks

https://www.youtube.com/watch?v=XSwrJs8793M

https://www.youtube.com/watch?v=PABxH11KRZY

https://www.youtube.com/watch?v=kY3CgfbtDC0

https://www.youtube.com/watch?v=fMJfSK1ktUA

da un rettangolo di tessuto

https://www.youtube.com/watch?v=Ez_mty-_L7o

https://www.youtube.com/watch?v=zNLiu3xRjz0

da una camicia

https://www.youtube.com/watch?v=6bb3ocS0zok

in inglese

https://www.youtube.com/watch?v=Lryr5r5ispI

in inglese

https://www.youtube.com/watch?v=OVXd951Q8ss

in inglese

https://www.youtube.com/watch?v=55UwWDujFUQ

in inglese

 

di Arianna De Biasi

Le prime giornate estive finalmente fanno capolino e iniziamo a trascorrere il nostro tempo al mare! Riaprendo il cassetto o la scatola dei costumi ci accorgiamo che abbiamo davvero bisogno di acquistarne uno nuovo. Ora che abbiamo sentito parlare di sostenibilità o se abbiamo intrapreso questa strada già da tempo ci chiediamo: “Come posso comprare un bel costume in modo più responsabile?”.

Le indicazioni per la scelta dei costumi sono simili a quelle dell’intimo: materiali naturali, assenza di sostanze tossiche, rispetto dei diritti dei lavoratori, provenienza dei tessuti. Trovare articoli completamente sostenibili è una sfida, anche perché le particolari caratteristiche richieste ai costumi in termini di resistenza, protezione dai raggi UV, comodità, capacità di non restare intriso d’acqua quando indossato, rendono difficile l’utilizzo di materiali alternativi alla pratica Lycra o altre fibre sintetiche come rayon, latex, nylon, poliestere, acrilico (eh già, di questo sono fatti i nostri costumi!). 

E’ di martedì scorso la notizia del lancio della linea Bio Beachwear di Benetton, ma di questo parleremo in altra sede. Da un’accurata ricerca ecco alcuni marchi o negozi in cui possiamo trovare qualcosa, per tutti i gusti e stili, per uomo, donna o bambino e per tutti i gradi di impegno responsabile! Alcuni brand hanno note certificazioni dei tessuti, altri utilizzano semplicemente fibre organiche, altri ancora filati riciclati, ma ci sono anche brand attenti invece al benessere dei lavoratori oppure qui indicati perché piccole attività artigianali italiane.

In fondo all’articolo vi lascio inoltre due opzioni più particolari.

Buona scelta!

MYMARINI – Ethical surf and swimwear

Brand tedesco, “per i surfisti che hanno a cuore – e per tutti gli altri – che amano l’acqua, gli sport, lo stile e il nostro pianeta”. Il filato è prodotto in Germania, il tessuto viene dall’Italia, il design è tedesco, la produzione è in Croazia, garantendo il rispetto di un commercio equo. Il tessuto italiano è realizzato nel rispetto dell’ambiente (qui potete trovare la descrizione del loro impegno nella riduzione dell’impatto ambientale (https://mymarini.com/pages/our-philosophy).E’ certificato Oeko-Tex Standard 100, privo di sostanze nocive, protettivo dai raggi UV con fattore +50.

Per donna.

https://mymarini.com/

 

Frija Omina – Ethical Swimwear collection

Marchio tedesco, la produzione è tutta in Germania. I tessuti sono certificati GOTS (Global Organic Textile Standard), che garantisce il rispetto di standard produttivi ecologici, sostenibili e sociali dalla fibra al prodotto finito. Utilizzano solo materiali organici, equi e riciclati.

Per uomo e donna.

https://it.dawanda.com/shop/frija

 

Piwapee

Sul sito Altra Moda – vestire bio, oltre a un’ampia scelta di articoli, potete trovare questo brand francese di costumi per bambini, foderati in cotone naturale, con certificazione Oeko-Tex Standard 100 e anti raggi UV. L’azienda, impegnata nella ricerca di tessuti innovativi ecologici, produce in Turchia e in Indonesia.

Per bambini.

https://www.altramoda.net/it/brand/piwapee

 

Le Slip Français

Intimo e costumi prodotti al 100% in Francia, dal filato al packaging. La loro missione è cambiare il mondo passo dopo passo, slip dopo slip! “Abbiamo scelto 6 anni fa di vivere un’avventura responsabile!”. L’attuazione della loro missione include il benessere delle persone coinvolte e la sostenibilità delle azioni nell’ecosistema e nell’ambiente.Si impegnano nella creazione di posti di lavoro e di un ambiente lavorativo sereno (“Le Bonheur est dans le slip!”). Bianco, blu e rosso sono i colori di deliziosi articoli delle loro collezioni. Alcuni capi possono essere personalizzati, inserendo scritte.

Per uomo e donna.

https://www.leslipfrancais.co.uk/

 

Shankara

Vi segnalo su questo sito un paio di costumi da bagno prodotti in Biophyl, una fibra ricavata dallo zucchero di mais. Non trovo maggiori informazioni sul produttore ma se vi interessa posso fare ricerche.

Per donna

https://www.shankara.it/reggiseno-costume-mare-bluette-e-viola.html

 

Altra Moda – vestire bio

Negozio on line di abbigliamento biologico e articoli naturali. “Siamo attenti nel selezionare quei prodotti dei quali sia possibile tracciare la filiera, per i quali siano stati rispettati i diritti dei lavoratori, che rispettino un processo di produzione ecologico e sostenibile e che siano sicuri per la nostra pelle e la nostra salute”. Qui trovate tutto, ma proprio tutto. Ampia selezione di capi di abbigliamento tra cui costumi. Vi segnalo in questa occasione i costumi con esterno in poliestere riciclato o in poliammide rigenerata e interno in cotone organico certificato Oeko Tex standard 100.

Per uomo, donna e bambino.

https://www.altramoda.net/

 

Smomlab

Marchio italiano dedicato ai bambini (ma trovate articoli anche per mamme a papà). “La ricerca dei migliori tessuti è il nostro credo, perché i nostri prodotti vanno a contatto con la pelle e vengono messi in bocca dai neonati. Tutti i tessuti che utilizziamo sono cotoni organici e tessuti di altissima qualità certificati GOTS e Oeko Tex Standard”. Troverete meravigliose creazioni di cui è difficile non innamorarsi! In particolare vi segnalo qui allegri costumini per bimbo e bimba.

Per bambini (trovate qualcosa anche per uomo e donna).

https://www.smomlab.com/

Patagonia

Non può mancare nella lista uno dei maggiori marchi impegnati nel migliorare la sostenibilità della loro produzione. “L’amore dei luoghi meravigliosi e incontaminati del nostro pianeta si traduce in un’attiva partecipazione alla lotta per la loro salvaguardia e per cercare di invertire il precipitoso declino della salute dell’ambiente a livello globale. Devolviamo il nostro tempo, i nostri servizi e almeno l’1% delle nostre vendite a centinaia di gruppi ambientalisti in tutto il mondo che lavorano concretamente per fare la differenza. Siamo consapevoli che la nostra attività aziendale, dall’illuminazione dei punti vendita alla tintura delle magliette, crea un certo margine di inquinamento. Lavoriamo con costanza per ridurre questi danni. Per molti dei nostri capi di abbigliamento abbiamo scelto di utilizzare poliestere riciclato e solo cotone organico invece del cotone coltivato con un uso massiccio di pesticidi”. Potete scegliere tra bikini, short da mare anche per uomo e mute con certificazione Fair Trade e in materiali (nylon e poliestere) riciclati. Belli, colorati, sportivi.

Per uomo e donna.

http://eu.patagonia.com/it/it/home/

 

Come le ciliegie

Abiti hand made, ha una scelta di costumi da bagno. “Un capo fatto a mano, una moda fuori dagli schemi, una sartoria sostenibile e una vestibilità comoda che parla della tua personalità”. I tessuti sono scelti da fornitori fidati oppure in mercatini o da fallimenti.

Per donna.

https://tictail.com/comeleciliegie

 

Individuals

Brand italiano di intimo e costumi in tessuti made in Italy. La loro missione è “portare nuove idee nell’intimo e nel mare, valorizzare tecniche artigianali per restituire creatività pura e innovazione, sempre e solo in serie limitate e numerate”. Se indossate costumi interi qui trovate una buona scelta. Il negozio principale è a Milano, zona Navigli, ma sono presenti anche in altre città italiane.

www.individuals.it

 

Carvico e Jersey Lomellina

Attendiamo i costumi da bagno (e l’intimo) prodotti dalle due aziende con l’anima verde utilizzando il filato Econyl, un esclusivo filo di nylon riciclato e riciclabile infinite volte, ottenuto dalle reti da pesca usate. Il tessuto è traspirabile e resistente ai raggi UV. Tramite Healthy Seas le aziende sostengono il recupero delle reti dai nostri mari per creare prodotti con vita infinita. Sto verificando se e dove sia possibile acquistare i loro costumi, appena ho risposta aggiorneremo qui nell’articolo!

 

Ecco le due opzioni speciali!

Fai da te/Etsy

Sul sito dell’handmade per eccellenza, potete trovare l’idea in più per l’estate: i costumi all’uncinetto! Realizzati con cura da piccoli artigiani sfoggerete creazioni originali, un po’ in stile anni ’70, e potreste richiedere capi su misura da far creare in cotone organico! Qui ne trovate alcuni:

https://www.etsy.com/it/search?q=costumi+mare&explicit=1&locationQuery=3175395

E se ve la cavate con l’uncinetto potete realizzare il vostro costume unico!

 

Scambilla – Vendo e scambio vestiti Roma

In questi giorni mi capita di vedere costumi graziosissimi su questa pagina Facebook a prezzi veramente invitanti. “Scambilla nasce per offrire la possibilità di vendere oppure scambiare vestiti ed accessori che non vengono utilizzati e che rimangono ad occupare spazio nell’armadio inutilmente”. Potrete allungare la vita a un costume inutilizzato oppure attraverso la pagina vendere o scambiare un costume che non sentite più nel vostro stile! La pagina è relativa a Roma ma ci sono tante altre realtà simili in Italia, per esempio Svuota l’armadio (ne parleremo!).

Per uomo e donna (al momento più utilizzato per capi femminili).

www.scambilla.com/

di Arianna De Biasi
Per un’occasione speciale desiderate concedervi un abito da favola ma volete evitare di ritrovarlo parcheggiato nell’armadio per anni inutilmente, chiedendovi “ma quando lo rimetto?”.
Siete grandi sostenitori dei guardaroba minimal, non acquistate quasi più nulla per mantenere il numero dei vostri capi molto contenuto, ma avete voglia di concedervi uno sfizio e indossare qualcosa di particolare e diverso dal tono del vostro capsule wardrobe? Non riuscite a resistere alla tentazione di sfoggiare un capo molto di moda ma che sapete non sarà un evergreen e presto sarà difficile rimetterlo senza rischiare di essere guardati come marziani? Per un week-end speciale al mare o in montagna avete bisogno di un outfit adatto ma sarebbe insensato comprare articoli che non utilizzerete successivamente in altre occasioni?
La soluzione è prendere in prestito!
Il modo più sostenibile è curiosare, con la loro approvazione 🙂 , negli armadi di mamme, papà, sorelle, fratelli, nonni, cugini, amiche e amici! Assicurando di trattare con cura e riportare il capo pulito e come nuovo, possiamo concordare un noleggio “in famiglia”! (Chi non lo ha mai sperimentato soprattutto durante l’adolescenza? 🙂 ).
Se non è possibile questa opzione o se desideriamo concederci un piccolo lusso, non ci resta che rivolgerci a uno dei tanti servizi di noleggio! All’estero stanno prendendo piede realtà come Rent the Runway, Girl Meets Dress e Vigga. Rent the Runway negli Stati Uniti mette a disposizione un’ampia scelta di vestiti e accessori attraverso il noleggio una tantum o in abbonamento. Girl Meets Dress è un’attività on line inglese che permette di noleggiare vestiti e accessori a un costo molto contenuto rispetto al prezzo di vendita. Vigga, presente in Danimarca, consente di noleggiare vestiti per bambini con una quota mensile che varia in base al numero di articoli. Nel caso dell’abbigliamento dei bambini è una buona soluzione, considerando il numero ridotto di volte in cui i capi acquistati sono indossati dai bimbi in rapida crescita: un’idea da realizzare in Italia!
Nel nostro paese sembrano diffondersi più lentamente servizi analoghi, ma possiamo trovare:
Drexcode
Gonne, pantaloni, cappotti, camicie, abiti da sera, cerimonia, da sposa, per la maternità, accessori firmati. Alberta Ferretti, Antonio Marras, Blumarine, Moschino, Nina Ricci, Vivienne Westwood, le bellissime borse di Benedetta Bruzziches e tanti altri marchi.
Scegli l’abito che preferisci tra i modelli di grandi firme, scegli la taglia e la data di consegna dell’abito. Al termine del noleggio contatti il corriere per il ritiro. È anche possibile abbonarsi, utilizzando così per 4 o 8 giorni al mese un abito. Inoltre, Drexcode propone una sezione a 50 euro a noleggio.
Front Row Tribe
Olimpia Pitacco e Gabriela Pacini hanno creato questa piattaforma in cui propongono  “un guardaroba infinito ed accessibile. Potete ora noleggiare i vostri look preferiti per ogni occasione – da una serata tra amiche ad un evento elegante”.
Si sceglie il vestito, seguendo anche le indicazioni del tool Trova Look, si indica la data di consegna, si potrà utilizzare il vestito per 4 giorni e si prenota la riconsegna via corriere. La lavanderia e una piccola assicurazione per danni minori sono incluse nel prezzo. Potete trovare capi di Kenzo.
Sono previsti anche abbonamenti illimitati (mensili, semestrali e annuali).
Sarebbe interessante valutare l’impatto di questi servizi in termini di consumo di acqua per l’attività di lavanderia collegata al noleggio, rispetto all’impatto di produzione e acquisto di nuovi articoli. Avviando un servizio di questo tipo l’idea in più potrebbe essere la lavanderia ecologica collegata al noleggio.
Conoscete realtà di noleggio abiti nella vostra città? Se sì, segnalatecelo! Raccoglieremo i vostri commenti che includono indicazioni di negozi nella vostra area in modo da incentivare le economie locali!
(Foto: Rent the Runway)

Di Arianna De Biasi

La scelta di acquistare un capo nuovo, invece di ricorrere ad altre opzioni a minor impatto ambientale, nel caso dell’intimo è la più diffusa. Comprare biancheria di seconda mano ci fa storcere il naso. Fare da sè richiede un po’ più manualità rispetto ad altri capi di abbigliamento (in un altro articolo sull’intimo proverò a darvi qualche dritta).
Cerchiamo allora di scegliere prodotti in fibre naturali, se possibile con certificazioni biologiche soprattutto nel caso del cotone, creati nel rispetto dei lavoratori e dell’ambiente, preferibilmente a livello locale (per una riduzione dell’impatto del trasporto e per favorire lo sviluppo economico dell’area in cui viviamo). Non è semplice trovare la soluzione ottimale, ma possiamo trovare opzioni che rappresentano già un passo in più rispetto all’intimo sintetico delle catene di abbigliamento. Invece di puntare solo su un tessuto naturale potreste bilanciare il vostro cassetto della biancheria con materiali diversi: bambù, cotone, tessuti riciclati/scartati e anche legno.
Dedicheremo all’intimo più articoli, indicandovi i brand che troviamo.
Iniziamo con due marchi e un negozio on line italiani, oltre a due brand europei.

H-Earth Ethic & EcoUnderwar:
Brand italiano che utilizza al 100% materiali naturali (biopolimeri, bamboo, eucalipto, seta vegetale, ricino). Sul loro sito dichiarano: “il nostro impegno è finalizzato a ribaltare il sistema economico, mettendo l’uomo in primo piano e valorizzando la sua vita e famiglia, rendendolo partecipe della vita aziendale come se fosse anche sua, con orari flessibili e senza vincoli ne imposizioni”. Si basano su una filosofia di vita e di produzione dedicata alla sostenibilità ambientale e negli ultimi anni stanno investendo nella ricerca di materiali innovativi, ecologici e dermocompatibili.
Incentivano la diffusione attraverso la rete di rivenditori per sostenere l’economia locale, sul sito trovate indicazioni e lo shop on line.
Hanno anche collant in seta vegetale da cellulosa rigenerata.
Per uomo e donna.
https://www.h-earth.com

Simplycris:
È un marchio artigianale di intimo naturale al 100% Made in Italy. Non hanno una certificazione formale, ad esempio per il cotone, ma “crediamo nella trasparenza e non abbiamo nulla da nascondere, tutto proviene da fornitori con i quali collaboriamo da anni, di cui ci fidiamo e che ci assomigliano. Acquistiamo i tessuti da un’unico fornitore italiano con i quali collaboriamo da anni e ai quali ci lega un rapporto reciproco di stima e amicizia”. Anche i filati e gli elastici sono acquistati solo se con finissaggi garantiti.
I capi possono essere personalizzati e creati su misura. Si può comprare on line ed è previsto uno sconto utilizzando gruppi di acquisto.
Per uomo, donna e bambino.
https://www.simplycris.com/

Lizè natural clothing:
Negozio italiano di abbigliamento naturale on line, ha una sezione dedicata all’intimo.
Propone capi in tessuti naturali, “creati senza processi chimici, senza utilizzo di plastiche e resine derivate da petrolio, metano e carbone”.
Potete trovare intimo di seta, di cotone, di lana e di bambù, sia biologici sia convenzionali.
“Volevamo creare un negozio dove il cliente potesse sempre chiaramente sapere COSA stava acquistando e perchè”. I prodotti sono realizzati in Italia e in tutto il mondo (Cina, India, Bolivia, Polonia, Lituania, Portogallo, Germania, Irlanda, Spagna, Nuova Zelanda, Inghilterra…) garantendo la sostenibilità delle filiere produttive coinvolte. Ho scritto per chiedere approfondimenti e hanno inviato questo video, dove trovare la spiegazione dettagliata della provenienza dei prodotti e il loro impegno: https://www.facebook.com/Lize.naturalclothing/videos/1591246877589124/
Nell’assortimento dei reggiseni, trovate sia articoli in fibre naturali sia in tessuti tecnici. Ho chiesto spiegazioni riguardo la scelta di offrire anche questa tipologia, questa la risposta:

“Trattiamo sia reggiseni biologici certificati GOTS dove il plus è il tessuto, ovvero cotone biologico purissimo e anallergico,  ma anche reggiseni tecnici in coppe differenziate dove il plus è la vestibilità perfetta e la scala taglie fino alla coppa I. Nel mondo dei reggiseni non esiste un compromesso tra tessuto e vestibilità. E dato che il sostegno del seno è anche un fattore molto importante per la salute stessa e l’intera postura,  abbiamo deciso di trattare entrambe le line e permettere così al cliente di scegliere quale sia l’esigenza più importante”.
Hanno anche un punto di vendita fisico in Valbrenta.
Per uomo, donna e bambino.
http://www.lize-shop.it/it/

Do you green:
Intimo biologico prodotto in Francia dalla fibra di pino, derivata da foreste sostenibili francesi.
Nessun prodotto chimico tossico è impiegato, neppure nel processo di trasformazione.
I prodotti sono incartati nei fogli utilizzati per disegnare gli schizzi delle nuove collezioni e spediti in altri paesi via nave. Adoro questo marchio!
Per uomo e donna.
https://www.doyougreen.com/en/behind-doyougreen/

Anekdot:
Upcycle brand artigianale tedesco di intimo creato da rimanenze e scarti di produzione, che non sono stati quindi indossati precedentemente.
I capi sono in edizioni limitate, perché appunto nascono da materiali di scarto e in eccedenza di aziende.Non hanno esclusivamente fibre naturali ma consentono di non far diventare rifiuti i tessuti eliminati dai processi produttivi.
Per donna.
https://anekdotboutique.com/product/earth-cheeky-set-2/