di  Piera Savino

Riflessioni preparatorie alla Settimana Europea di Riduzione Rifiuti 17 – 25 novembre 2018.

Da qualche tempo ho iniziato in modo sistematico a ridurre i rifiuti e questo ha avuto una serie inaspettata di effetti benefici su di me.

Vantaggi pazzeschi! Più tempo libero, più risparmi, armadio più gestibile, meno sacchetti della spazzatura da buttare. Considerate che oramai nelle grandi città trovare posto per i rifiuti è difficile come trovare parcheggio….

E anche se siamo fortunati perché abbiamo differenziato tutto per bene ci dobbiamo rendere conto che i nostri rifiuti non finiscono dove vorremmo e cioè  non svaniscono  nel nulla senza far danni….…..

Ce li ritroviamo tranquillamente nel piatto, nell’aria, o in qualche paese del terzo mondo che paghiamo per tenersi la nostra robaccia.

Ci sono amministrazioni più o meno virtuose, cittadini più  o meno educati ma se riduciamo non sbagliamo mai!!

Intanto…godetevi questo video di Greenpeace proprio sull’argomento!!

https://www.youtube.com/watch?v=eWPVyirnbe0

di Arianna De Biasi

Quanti di noi hanno un paio di jeans nell’armadio? Soprattutto quelli preferiti, vorremmo che si mantenessero belli per sempre. In generale, ci piace allungare la vita dei nostri vestiti! Ecco alcuni accorgimenti per farli durare nel modo più sostenibile possibile (sulla sostenibilità dei jeans stiamo studiando per prepararvi un bell’articolo):

  • Innanzitutto é meglio lavarli il meno possibile, quando hanno macchie o sono proprio sporchi, non solo per evitare che si restringano o sbiadiscano, ma anche per ridurre il consumo di acqua e quindi l’impatto sull’ambiente. Meno si lavano e più sono belli. Dal sito di Hiutdenim CO: “Crediamo che più resisti senza lavarli, più bello diventerà  il tuo paio di jeans”. Qui puoi leggere di più sui benefici di  ‘No Wash Club’Anche il brand inglese Albam suggerisce. “Ci sono molte correnti di pensiero su come prendersi cura dei jeans. Alcuni dicono ‘Wear them ever, wash them never’ (Indossali sempre, lavali mai)”. Il marchio svedese Nudie Jeans sostiene: “Rispetto ad un nuovo paio di jeans asciutti, l’odore di un paio ben indossata poco prima del lavaggio è completamente diverso. È un odore che potrebbe molto probabilmente resuscitare i morti. Ma è sicuramente l’odore di un vincitore”.  🙂
  • Lavali con acqua fredda, invece di acqua tiepida o calda, perché è più delicata per le fibre.
  • Meglio lavarli a mano, soprattutto se sono decorati o hanno inserti in ecopelle; se li metti comunque in lavatrice, ricordati di farlo a pieno carico e imposta un programma delicato.
  • Per farlo durare di più, prima del lavaggio chiudi la cerniera lampo o i bottoni.
  • Rigirali per il lavaggio, così si protegge il davanti. E inoltre avrai modo di verificare di non aver dimenticato nulla nelle tasche 🙂
  • In caso di macchie, pre-tratta con uno smacchiatore ecologico o anche con semplice sapone delicato.
  • Utilizza un detersivo delicato (ecologico), senza esagerare con le quantità, perché non è vera l’equazione “più detersivo=più pulito”!
  • Un vecchio trucco per ravvivare i jeans è quello di metterli a bagno in acqua e aceto prima del lavaggio (consigliamo di sostituire l’aceto con l’acido citrico, perché più sostenibile). Non abbiamo evidenza del fissaggio dei colori ma sicuramente diventeranno più morbidi! Qualcuno aggiunge anche la birra.
  • In caso di jeans induriti puoi metterli in ammollo in acqua e acido citrico, aggiungendo 1 cucchiaio di sale grosso.
  • Per avere jeans morbidi, come ammorbidente per il lavaggio utilizza l’acido citrico.
  • Non strizzarli, perché si rischia di torcere e spezzare le fibre. Per togliere l’acqua puoi arrotolarli e premere con decisione.
  • Stendili all’aria, evitando la luce diretta del sole. È meglio evitare l’asciugatrice, li maltratta! Puoi metterli in orizzontale, oppure posarli su un asciugamano che assorba l’acqua o appenderli nella doccia lasciandoli sgocciolare. 
  • Se proprio è necessario stirarli, stirali a rovescio con ferro caldo con vapore, dalle tasche alle gambe.
  • Appendili su una gruccia di legno, piegandoli all’altezza della ginocchia in modo che la vita penda verso il basso e lasciando che “respirino” nell’armadio.
  • Per ravvivarli tra un lavaggio e l’altro puoi preparare una soluzione da mettere in uno spruzzino con 50% vodka (liscia) e 50% acqua. Puoi sostituire la vodka con l’acido citrico oppure utilizzare 1 cucchiaio di bicarbonato sciolto in mezzo litro di acqua e una decina di gocce del tuo olio essenziale preferito.

Ps Il metodo di riporli nel freezer non è scientificamente provato! Il freddo sembra catturare i batteri in modo da eliminare l’odore per un po ‘, ma una volta indossati il calore corporeo attiverà nuovamente i batteri.

E voi, quali trucchi conoscete?

“No Man’s Land,” installazione dell’artista Christian Boltanski a Park Avenue Armory (NY). (Foto: Béatrice de Géa for The New York Times)

di Arianna De Biasi

Quando un indumento è arrivato alla fine del ciclo di vita e proprio non lo indossiamo più, ci chiediamo se sia possibile evitare ancora che diventi un rifiuto da smaltire. Tra poco magari ci troveremo a occuparci del cambio degli armadi accorgendoci di ciò che non useremo in futuro.

Riciclare, riutilizzare, donare o vendere capi dismessi contribuisce a ridurre l’impatto sull’ambiente. Dal sito di CONAU, il consorzio nazionale abiti e accessori usati: “Un esempio dei benefici ambientali ricavati da uno studio effettuato dall’università di Copenhagen dimostra i vantaggi ambientali ottenuti attraverso la raccolta di abiti usati. Con la raccolta di 1 kg di abiti usati si riducono:
•l’emissione CO2 di 3,6 chili ;
•il consumo di acqua di 6000 litri ;
•l’uso di fertilizzanti di 0,3 chili;
•l’utilizzo di pesticidi di 0,2 chili”.

In particolare, ci poniamo il problema per quei vestiti che non sono proprio in buone condizioni e quindi non possiamo venderli, portarli in negozi dell’usato, scambiarli in swap party o in siti dedicati come L’Armadio Verde o Scambilla oppure regalarli.
Cosa possiamo fare in questi casi?

A) La prima opzione è quella di provare a ripararli, da soli o portandoli in una sartoria. Spesso anche ciò che può sembrare ormai spacciato può essere ancora indossato grazie a soluzioni creative. Stencil, toppe, applicazioni, perline, ecc. Se non mi viene l’idea “salva-abito”, mi affido a una brava commessa della merceria da cui mi rifornisco per consigli utilissimi. Un paio di pantaloni irrimediabilmente danneggiati in più punti con la candeggina (nota: da non utilizzare perché non sostenibile!) sono ancora nel mio armadio grazie a un suggerimento della commessa, con grande soddisfazione 🙂
Non avete mai provato a riparare da soli e vorreste provare? Ci sono workshop e corsi di cucito in tante città! Qui ve ne indicavamo alcuni: Cucito e riparazioni. Ci sono anche sarte e sarti disponibili per lezioni private.

B) Utilizzare il tessuto per creare qualcosa di nuovo! In rete si trovano molti tutorial per trasformare da sé vecchi indumenti. Pininterest è una fonte ricca di spunti! Riciclando (https://www.youtube.com/channel/UCDVGnJCYZy6FuZpGg237eKA) è un canale youtube con idee interessanti. Non Sprecare dà questi suggerimenti: “Basta poco per trasformare i maglioni che non usate più in dei bellissimi copri tazzine, in comodi scalda mani e berretti o addirittura in una lampada. Camicie lise e calze rotte, invece, possono rivelarsi fondamentali per le pulizie domestiche. Le vecchie t-shirt possono diventare dei personalissimi bikini. Persino i bottoni possono essere riutilizzati per creare delle fantastiche tende o degli originalissimi cuscini, e con le calze di lana potrete creare dei meravigliosi tappeti. Se poi avete pile di jeans che non mettete più perché ormai fuori moda, potete tagliarli e farne shorts, creare delle capienti borse oppure dipingerli con la tecnica degli stencil in stile tatuaggi old school”.
Ecco qualche idea dal web:

http://www.rinnovabili.it/miniguide/10-modi-riciclare-i-vestiti-876/
https://www.pinterest.com/pin/513269688775984461
https://www.youtube.com/watch?v=t_l9HAgcw7M
https://youmedia.fanpage.it/video/ah/VlRyvOSwYqg1GNrP
https://youmedia.fanpage.it/video/ah/VSjsf-SwRh70JZcp
https://www.youtube.com/watch?v=mQ0QzsW6OLc
https://youmedia.fanpage.it/video/aj/VhJA_eSwRoSC-D30
https://www.youtube.com/watch?v=ci3nnzUzW9A
https://www.youtube.com/watch?v=NJu9qR-tJJc
http://www.nonsprecare.it/riciclo-creativo-stoffa
http://www.nonsprecare.it/riciclo-creativo-tessuti
https://www.youtube.com/watch?v=fissiggqhEg
http://www.nonsprecare.it/costumi-carnevale-fai-da-te-riciclo-creativo

C) Alcuni marchi accettano i loro capi dismessi, vale sempre la pena di contattarli per chiedere. Patagonia, North Face e Levi’s (quest’ultimo sembra non in Italia), altri brand seguiranno presto l’esempio. Anche alcune catene di fast fashion (come H&M, Oviesse, Zara) offrono questa possibilità, qualcuno stabilmente, qualcun altro in occasione di campagne specifiche.

D) Ci sono associazioni che raccolgono abiti non più utilizzabili, possiamo cercare nella nostra città chi se ne occupa. A Roma per esempio la Comunità di Sant’Egidio raccoglie non solo capi destinati alla vendita del Mercato Vintage Ecosolidale o distribuito a chi ne ha bisogno, ma anche ciò che non è più possibile rivendere o donare.
Humana, una Onlus internazionale, raccoglie abiti in 42 province italiane . Con i soldi ricavati dalla vendita dei vestiti (soprattutto in Africa e nei loro negozi solidali in Italia ed Europa) e del materiale non più utilizzabile vengono sostenuti progetti umanitari nei Paesi poveri del mondo e azioni sociali e di sensibilizzazione in Italia.
Se vi interessa questo argomento, fateci sapere e faremo una ricerca.

E) Provare a compostarli se si tratta di tessuti naturali (come il cotone, il lino, il bambù, la seta, la lana, la canapa, il cashmere, ecc.), che non abbiano assorbito liquidi tossici. Possono essere aggiunti al compost! È meglio ridurli in piccoli pezzi e rimuovere tutto ciò che non è compostabile (parti di plastica o metallo come le cerniere e i bottoni).

di Arianna De Biasi

Il Consorzio Italiano Detox è un gruppo di aziende manifatturiere, principalmente nel distretto di Prato, che nel 2016 hanno deciso di riunirsi sottoscrivendo la campagna Detox Greenpeace in tutte le sue parti senza riserve. Si tratta di aziende che, fornendo materie prime all’industria della moda, desiderano impegnarsi in un percorso di eliminazione di numerose sostanze tossiche utilizzate nel settore e di conversione del sistema produttivo verso la sostenibilità ecologica.
Perché hanno deciso di unirsi? Così spiegano nella pagina del Consorzio: “L’unione, è proprio il caso di dirlo, fa la forza. Permette di condividere le esperienze e di trovare in minor tempo le migliori soluzioni. Inoltre, rende possibile portare avanti con maggior autorevolezza le necessità delle aziende aderenti ai tavoli di contrattazione con i grandi Brand della moda e con le istituzioni”.
Un obiettivo importante è quello dell’eliminazione, entro il 2020, di sostanze tossiche dal ciclo di produzione tessile, grazie al supporto di un Comitato tecnico scientifico in cui è presente Greenpeace.
Ai partecipanti al consorzio si affiancano altre aziende della moda (abbigliamento, tessile e calzature) che hanno ugualmente sottoscritto la campagna (in calce all’articolo trovate l’elenco completo). Tra queste, Benetton, Valentino e Miroglio. Sono circa 60 le piccole e grandi aziende italiane, su 80 aziende nel mondo coinvolte nella campagna Detox nel settore dell’alta moda, dell’abbigliamento sportivo e tessile.
L’impegno preso verso Greenpeace (e più che altro verso noi consumatori) riguarda:
a) Zero scarichi di sostanze chimiche dannose nell’ambiente.
b) Riduzione e mantenimento dell’uso delle risorse prioritarie per la catena di fornitura completa entro limiti equi del pianeta associati alla produzione e all’uso di tutti i prodotti prodotti e/o venduti entro il 1° gennaio 2020.
c) Cambiamenti nei modelli di business produttivi e di consumo, che rivoluzionano il design e i sistemi di consumo e di vita, compreso un passaggio del sistema a una più ampia Responsabilità Estesa del Produttore che si basa su una produzione lenta, a circuito chiuso, con risorse limitate e non tossiche.

Le sostanze da eliminare sono 8 degli 11 gruppi chimici più tossici (ftalati, ritardanti di fiamma bromurati e clorurati, coloranti azoici, composti organostannici, clorobenzeni, solventi clorurati, clorofenoli e paraffine clorurate a catena corta – in fondo all’articolo la lista completa).
Interessante l’impegno ad avere un ruolo attivo nel cambiare il sistema produttivo e di consumo di tutto il settore: “Questo impegno include investimenti sostenuti per spingere industria, governo, scienza e tecnologia a realizzare cambiamenti sistemici e per influenzare il cambiamento di sistema in tutto il settore verso questo obiettivo”. 
Per chi è interessato ad approfondire il contenuto dell’impegno: https://www.confindustriatoscananord.it/media/DETOX/DetoxCommitmentPratoTemplateFINAL.pdf.

Ciò che indossiamo contiene sostanze tossiche che stanno a contatto con la nostra pelle, per questo è importante acquistare in modo consapevole come facciamo con il cibo.
Contiamo fortemente sul raggiungimento di questi importanti obiettivi nel 2020, sarebbe una conferma dell’eccellenza del Made in Italy in termini non solo di qualità delle materie prime, ma anche di tutela della salute dei consumatori e di sostenibilità ambientale.

Foto: ©Lance Lee / Greenpeace

Appendice:

A) Elenco completo delle aziende che hanno sottoscritto la campagna Detox (i partecipanti al consorzio sono indicati con CID):

1. Benetton

2. Valentino

3. Canepa Tessiture Serica S.p.A.

4. BerBrand Srl

5. Besani S.r.l.

6. Gritti Group S.p.A.

7. Italdenim S.p.A.

8. Miroglio S.p.A. (fashion and textile)

9. Tessitura Attilio Imperiali S.p.A.

10. Zip GFD S.p.A.

11. Lanfranchi S.p.A.

12. Taroni S.p.A.

13. Mabo S.p.A.

14. Cotonificio Olcese S.p.A.

15. Fellicolor S.p.A.

16. Itaclab S.r.l.

17. Beste S.p.A.

18. Ongetta S.r.l.

19. Dienpi S.r.l.

20. Maglificio Ripa S.p.A.

21. Monticolor S.p.A.

22. Imbotex S.r.l.

23. Alesilk S.a.s

24. Italtextil Sarata S.r.l.

25. Filmar S.p.A.

26. Filmar Nile Textile S.A.E.

27. FILATI BEMIVA SPA, produttori di filato, CID

28. PECCI FILATI SPA, produttori di filato, CID

29. FILATURA PAPI FABIO SPA, produttori di filato, CID

30. INDUSTRIA ITALIANA FILATI SPA, produttori di filato, CID

31. ILARIA MANIFATTURA LANE SRL, produttori di filato, CID

32. FILATI BIAGIOLI MODESTO SPA, produttori di filato, CID

33. CROMOS SRL, tintoria filati, CID

34. TINTORIA ALESSANDRINI SRL, tintoria filati, CID

35. TINTORIA FIORDILUCE SRL, tintoria filati, CID

36. TINTORIA COMETA SRL, tintoria filati, CID

37. TINTORIA BIAGIOLI MODESTO SRL, tintoria filati, CID

38. LANIFICIO BELLUCCI SPA, produttore di tessuti, CID

39. MARINI INDUSTRIE SPA, produttore di tessuti, CID

40. FURPILE IDEA SPA, produttore di tessuti, CID

41. LANIFICIO EUROPA SAS, produttore di tessuti, CID

42. EMMETEX, produttore di tessuti, CID

43. BARDAZZI Alberto SPA, produttore di tessuti, CID

44. TEXMODA TESSUTI SRL, produttori di tessuti, CID

45. F.LLI CIAMPOLINI & C. SPA, tintoria tessuti, CID

46. FINISSAGGIO T.R.T. SRL, tintoria tessuti, CID

47. JERSEY MODE SPA, tintoria tessuti, CID

48. DAYKEM SRL, prodotti chimici, CID

49. PROGETTO LANA SRL, materie prime, CID

50. BERTO E.G. INDUSTRIA TESSILE SRL, produttori di tessuto,CID

51. LANIFICIO DELL’OLIVO SPA, produttori di filato, CID

52. ACHIMO SRL, prodotti chimici, CID

53. A ZETA FILATI, produttore di filati , CID

54. COTONIFICIO ROBERTO FERRARI DI HSG, produttore di filato, CID

55. FILTE, tintoria e nobilitazione tessuti, CID

56. ILCAT, materie prime, CID

57. TEXCENE, tintoria di Bergamo

58. EIRE, calzificio di Mantova

 

B) Lista delle 11 sostanze chimiche tossiche:

1. Alkyl phenols & their ethoxylates (APEOS)

2. Phthalates

3. Brominated and chlorinated flame retardants

4. Azo dyes (that release carcinogenic amines through reductive cleavage)

5. Organotin compounds

6. Per— and poly—fluorinated chemicals

7. Chlorobenzenes

8. Chlorinated solvents

9. Chlorophenols

10. Short chain chlorinated paraffins

11. Heavy etals such as cadmium, lead, mercury and chromium.

di Piera Savino

Da quando ho cercato di modificare stili di vita in ottica ecologica ho dovuto, mio malgrado, ridurre drasticamente gli acquisti constatata la difficoltà di trovare  prodotti sostenibili.

Inizialmente questo mi ha causato un po’ di disagio soprattutto quando mi sarei voluta gratificare con un lo  shopping compulsivo…

Succede…no??

In un secondo momento ho iniziato ad apprezzare più spazio in casa, più tempo e spazio per me e anche più risparmi

Devo dire vantaggi inaspettati talmente piacevoli che non tornerei più indietro.

Tuttavia qualche giorno fa ho festeggiato il mio 50* compleanno e volevo farmi un bel regalo davvero, di quelli che ti restano nel cuore e poi…me lo sono meritato!.

Così ho deciso di aderire alla proposta del  Comitato Parchi per Kyoto, nato dalla collaborazione tra Legambiente, Federparchi – Europarc Italia e Kyoto Club, che ha lanciato  una raccolta fondi straordinaria, in sinergia con il Comune di Pantelleria, l’Università degli Studi di Palermo e l’associazione Marevivo, per contribuire alla ricostruzione di parte del patrimonio boschivo dell’Isola di Pantelleria, parzialmente distrutto da un rogo nel maggio 2016.

Il sito per poter finanziare le piante che saranno posizionate e curate per un minimo di cinque anni è la piattaforma

plan bee alberi per Pantelleria

Ora vi mostro il mio regalo!!   Se volete gratificarvi anche voi andate sulla piattaforma comprate le piante e  tra le altre cose compenserete un po’ della CO2 prodotta a causa dei nostri quotidiani comportamenti. Enjoy!!

di Arianna De Biasi

Bisogna riconoscere che Patagonia stia davvero facendo qualcosa sia per migliorare la sostenibilità della loro produzione, sia per diffondere la passione per l’ambiente in particolare attraverso sport all’aperto, sia ancora per inviare messaggi di attenzione alla riduzione di consumi irresponsabili. Non desideriamo fare pubblicità, non è questo l’obiettivo, ma raccontare di quali azioni sia possibile compiere per creare un settore più responsabile e sostenibile.

“L’amore dei luoghi meravigliosi e incontaminati del nostro pianeta si traduce in un’attiva partecipazione alla lotta per la loro salvaguardia e per cercare di invertire il precipitoso declino della salute dell’ambiente a livello globale. Devolviamo il nostro tempo, i nostri servizi e almeno l’1% delle nostre vendite a centinaia di gruppi ambientalisti in tutto il mondo che lavorano concretamente per fare la differenza. Siamo consapevoli che la nostra attività aziendale, dall’illuminazione dei punti vendita alla tintura delle magliette, crea un certo margine di inquinamento. Lavoriamo con costanza per ridurre questi danni. Per molti dei nostri capi di abbigliamento abbiamo scelto di utilizzare poliestere riciclato e solo cotone organico invece del cotone coltivato con un uso massiccio di pesticidi”.

Non è facile trovare un’azienda perfettamente sostenibile al 100%. Non è semplice neppure non farsi ingannare dai messaggi di marketing, in particolare quelli con finalità di green washing. Dobbiamo dire però che le iniziative in programma in ottobre a Milano sono davvero apprezzabili:

    • Il 27 ottobre, presso il proprio store a Milano, Patagonia terrà un workshop sulla cura dei vestiti e su come effettuare in autonomia alcune piccole riparazioni. “Come singoli consumatori, una delle cose più responsabili che possiamo fare per tutelare il pianeta è prolungare la durata delle cose che già utilizziamo. Il semplice gesto di far durare più a lungo i capi che indossiamo, avendone cura e riparandoli quando necessario, consente di non doverne acquistare di nuovi, evitando così di generare le emissioni di CO², la produzione di scarti e di rifiuti, e il consumo di acqua associati ai cicli produttivi del settore tessile”. https://www.facebook.com/events/234544293897906/?active_tab=about

Patagonia propone molti incontri collegati ad avventure sportive nella natura e a racconti sugli animali (il 22 novembre inizia una serie sul lupo https://www.facebook.com/events/345916065966744/). Il 4 ottobre, in occasione dell’evento Patagonia History Night, il marchio premierà chi parteciperà alla serata indossando il capo vintage Patagonia più vecchio. 

Speriamo ci saranno più iniziative simili in altre città e organizzate anche da altre aziende del settore, che scelgano di andare controcorrente rispetto al flusso della moda fast fashion.

Se qualcuno di voi parteciperà, ci farà piacere leggere il resoconto!

(Foto: dalla pagina dell’evento di Patagonia)

Foto: David Beckham cuce vestiti per le bambole della figlia (dal profilo Instagram di Victoria Beckam)

di Arianna De Biasi

Questo articolo è per tutti (uomini, donne, bambini)!

Per alcuni il cucito è una vera e propria passione. C’è chi invece ha sempre solo sognato di imparare, rimandando per via della mancanza di tempo o per non sapere da dove iniziare. C’è ancora chi ha semplicemente fatto un pensierino sul provare a usare ago e filo per creare o riparare qualcosa. E poi ci sono quelli che invece è una vita che affermano non sia cosa per loro, ritenendo impossibile persino infilare un filo nella cruna dell’ago.

Se cucire non è la nostra passione, ma siamo in cammino verso uno stile di vita più responsabile, può essere però un ulteriore passo avanti: imparare a effettuare riparazioni di base o a confezionare piccoli oggetti di uso quotidiano è un tassello in più nel puzzle di un mondo più attento all’ambiente. Per uomini e donne; qui non è questione di hobby maschile e femminile ma di un sentiero verso maggiore sostenibilità! E anche per bambini, che possono iniziare con cose più facili esercitando la loro manualità.

Fermare una sfilacciatura, chiudere un piccolo foro in calze o vestiti, applicare toppe, applique, glitter bio, decorazioni, ricami o altro, fare un orlo, sostituire un velcro, attaccare un bottone o cambiarli tutti per rinnovare un capo: piccole azioni che portano a non gettare un oggetto o un indumento oppure a non tenerlo in qualche angolo di un cassetto. Le toppe poi… non pensate a quelle di una volta, ovali, con grosse cuciture intorno! Facendo un salto in merceria scoprirete come esistano applicazioni di tessuto di tutte le forme, dimensioni e gusto (per i più pigri anche in versione con colla e solo da stirare). Per coprire alcune macchie di candeggina su un paio di pantaloni mi sono divertita ad attaccare minuscole figure geometriche della stessa gamma di colore.

Non solo riparazioni, anche cucire nuovi oggetti è un’azione sostenibile, utilizzando vecchi asciugamani, lenzuola, tovaglie o scampoli di tessuti abbandonati: dischetti per togliere il trucco , stracci, fazzoletti, tovaglioli, tovagliette, portapane, bustine per alimenti (per esempio per i panini, al posto di quelle di plastica), federe, borse in tela per la spesa, astucci, portatrucchi, trousse, giocattoli, ecc. 

E cosa dire della soddisfazione finale che dà aver recuperato un oggetto o averne creato uno, invece della sequenza “getto e compro”? 
Se imparare dagli innumerevoli tutorial on line non fa per voi, cercando in rete eventi collegati al cucito compaiono workshop e corsi di ogni tipo, in ogni località geografica, ad ogni livello, ad ogni orario: non è più una scusa non sapere dove imparare! Vi riporto qualche risultato della ricerca.

Un oggetto in più rinnovato o riciclato o riparato è un oggetto in meno buttato!
Perché non provare?

Corso base di taglio e cucito, Roma

https://www.facebook.com/events/268603157059463/

https://www.facebook.com/events/1869584523131476/

Corso di cucito creativo, Roma

https://www.kijiji.it/annunci/altri-corsi-e-lezioni/roma-annunci-altre-zone/corso-di-cucito-creativo/129677878

https://www.centrocucitocreativo.com/corsi-dimostrazioni

Lezioni private di taglio e cucito, Roma

https://www.kijiji.it/annunci/altri-corsi-e-lezioni/roma-annunci-roma/lezioni-di-taglio-cucito-e-figurino/54088441

Corso per piccoli stilisti, Milano

https://www.facebook.com/events/342538916521247/

Lezioni private di cucito, Milano

https://www.kijiji.it/annunci/altri-corsi-e-lezioni/milano-annunci-porta-genova-navigli-corso-italia/lezioni-di-modellistica-e-cucito/129508570

Cucito creativo, Sesto San Giovanni

https://www.facebook.com/events/705527493135458/

Corso base, Bologna

https://www.facebook.com/events/515931108818119/

Sartoria e riciclo creativo di base, Bologna

https://www.facebook.com/events/241358190031196/

Corso base, Pistoia

https://www.facebook.com/events/2200323749995462/

Corso di taglio e cucito, Firenze

https://www.facebook.com/events/2125876127731078/

Corso di cucito, Firenze

https://www.facebook.com/events/276015963219296/

Corso di sartoria, Firenze

https://www.facebook.com/events/239002150112975/

Corso di cucito giapponese, Firenze

https://www.iroha.it/italiano/evento.php?n=141

Corso di cucito creativo, Torino

https://www.facebook.com/events/330685507676680/

Corso di base taglio e cucito, Pescara

https://www.kijiji.it/annunci/altri-corsi-e-lezioni/pescara-annunci-pescara/corsi-base-taglio-e-cucito/128667147

Corso di pronto cucito, Forlì

https://www.facebook.com/events/468844873593085/

Corso base, Cesena

https://www.facebook.com/events/396655877534694/

Corso di cucito, Bolzano

https://www.facebook.com/events/2205419713116568/

Corso di cucito Shopper jeans, Drò

https://www.facebook.com/events/1957677937600867/

Corso di cucito Junior, Drò

https://www.facebook.com/events/2040782475999516/

Cucito creativo, Marghera

https://www.facebook.com/events/295272927725368/

Corso di cucito creativo, Treviso

https://www.facebook.com/events/299097640677339/

Laboratorio di cucito, Montale (Mo)

https://www.facebook.com/events/296192984497702/

Workshop per principianti, Cento

https://www.facebook.com/events/2184552938487265/

Corso di cucito per ragazzi, Asti

https://www.facebook.com/events/2091802174414535/

Corso per principianti, Sant’Arcangelo di Romagna

https://www.facebook.com/events/2186000945011333/

Cucito e riciclo creativo, Senigallia

https://www.facebook.com/events/303405303573130/

Corso di cucito, Napoli

https://www.facebook.com/events/257621241544641/

Cucito per tutti, Parma

https://www.facebook.com/events/332743984131994/

Cucito di base, Imola

https://www.facebook.com/events/734370553574591/

Corso di cucito creativo, Modena

https://www.facebook.com/events/1875303649219371/

Cucito di base, Porto Sant’Elpidio

https://www.facebook.com/events/1621100781352654/

E’ iniziato oggi il    Summit Globale sul Clima a San Francisco  

Per creare il giusto “clima” l’8 settembre in più di 900 città in tutto il mondo  (95 i paesi coinvolti) i cittadini si sono radunati per far sentire la propria voce in merito alla necessità di agire in fretta per prevenire ulteriori aumenti di temperature e per mitigare gli effetti che sono già una realtà ORA, anche in Italia.  E’ molto importante essere consapevoli che con il nostro comportamento possiamo incidere in modo significativo sul problema!

In Italia la manifestazione principale è stata organizzata a Roma dove si sono succeduti al microfono molti relatori (Legambiente, WWF, Greenaccord. Climate Reality Project, Global Catholic Climate Movement …. per citarne alcuni) soprattutto per incoraggiare i cittadini ad essere più coinvolti e ad agire a supporto della transizione energetica da fonti fossili a fonti rinnovabili.

E’ stata una bellissima festa con moltissimi bambini a disegnare il loro mondo migliore e con la presenza dei ragazzi di Free2Change che hanno fatto divertire il pubblico con il loro Clima Quiz.
Unico rammarico….eravamo davvero in pochi (ma buoni!) per una città come Roma e nessun giornalista si è fatto vivo con il comitato organizzatore….che ringraziamo comunque per il grande impegno!
 

di Arianna De Biasi

Se avete letto il nostro articolo sulla provenienza e la produzione dei nostri indumenti di seta  (http://ecoscienti.org/2018/08/30/con-il-tempo-e-la-pazienza-la-foglia-di-gelso-diventa-un-abito-di-seta-antico-proverbio-cinese/ ) e vi è venuto il desiderio di acquistarne,  vi suggeriamo qualche idea!

Ahimsa/Peace Silk. Vi raccontavamo delle caratteristiche di questo tessuto, più rispettoso degli animali.
Su Etsy si trovano articoli in questo materiale: https://www.etsy.com/market/peace_silk
https://www.etsy.com/it/market/ahimsa
La Cles: è un marchio italiano che propone una collezione in seta Ahimsa – http://www.lacles.it/category/linea-ahimsa/
GIULIA RIEN A METTRE: è un brand italiano che utilizza anche seta peace e fibra di latte (un tessuto con morbidezza simile alla seta) – https://www.notjustalabel.com/designer/giulia-rien-mettre
Terra Madre & Co: propone stole in seta Ahimsa – https://www.terra-madre.eu

Seconda mano e vintage. Trovare un capo 100% di seta second-hand è un tesoro prezioso! Non è difficile incontrarne uno in negozi o mercatini di usato e vintage, dove è possibile acquistare in modo più responsabile e portare a casa un indumento con una bella storia alle spalle!

Spider silk. Stella McCartney; la stilista è conosciuta per l’impegno ambientale, l’attenzione ai materiali sostenibili, il supporto alla ricerca di materie prime green. Il marchio racconta di aver sempre utilizzato un misto di seta tradizionale e di seta Peace. Attraverso la collaborazione con Bolt Threads, un’azienda californiana di biotecnologie, il brand propone ora un biomateriale: la seta di ragno (senza il coinvolgimento di questi insetti ma creando una fibra sintetica con la stessa forza ed elasticità delle tele).
“Quando ho iniziato a occuparmi di design nella moda, non pensavo ci sarebbe mai stato un giorno come questo, in cui saremmo arrivati a una così importante innovazione che fonde moda, sostenibilità e tecnologia. Come vegetariana da una vita, ho sempre sofferto per l’utilizzo della seta e trovare Bolt è stato un momento di cambiamento di vita e professionale per me” – Stella McCartney.
https://www.stellamccartney.com/experience/it/sustainability/materials-and-innovation/silk/

Tencel. È un tessuto al tatto e alla vista simile alla seta, ricavato dalle fibre a base di legno proveniente da foreste sostenibili, 100% biodegradabile, ottenuto attraverso un processo produttivo ecologico.
Altramoda bio: https://www.altramoda.net/it/material/tencel
Algonatural: http://negozio.algonatural.it/shop/search/tencel

Un’altra fibra di legno è utilizzata da Emilio Ricci: http://www.emilioriccigroup.com/it/fibra-di-legno/#
“È anallergico e antibatterico. Non contiene alcun tipo di materiale chimico. È naturale e biodegradabile al 100%. È igroscopico e traspirante. È un termoregolatore naturale.È la soluzione ideale per realizzare materiali medical”.

Cupro. È una fibra di cellulosa che deriva da un processo chimico di trasformazione del cotone o del legno. È importante verifiche che la fibra sia ricavata da legno da foreste sostenibili o da colture di cotone biologico (meglio se con certificazione).
Altramoda bio: https://vestirebio.it/blog-articoli-biologici-prodotti-naturali/blog-reader/items/caratteristiche_fibra_di_cellulosa.html

di Daniela Errico

Oggi vorrei raccontarvi un Sabato mattina di fine estate diverso dagli altri.

Sveglia alle 7:00, come nei giorni i cui si lavora,  e dopo una bella colazione, armati di scope, palette, raschietti e vernice, ci si vede tutti da Carlotta. Chi è Carlotta?

Carlotta è una Fontana dal volto di donna dai lunghi capelli ondulati edificata negli anni ’30 a lato di una scalinata che attraversa il verde dei lotti di Garbatella. Era il ritrovo degli innamorati dell’anteguerra e forse lo è ancora oggi, a giudicare dalle scritte sui muri, ma è anche il punto di incontro di gruppi di amici, soprattutto nelle calde notti d’estate.

Nonostante l’affetto che Carlotta sembra suscitare nelle persone, il rispetto, quello forse manca. Più volte vandalizzata negli anni, infestata da erbacce e dai rifiuti ed imbrattata dalle scritte, Carlotta mi si è presentata così Sabato mattina: come un ritrovamento archeologico che fa capolino in una zona abbandonata. Forse, la metafora è un pò esagerata, ma non saprei in che modo rendere la sensazione  che ho provato. La sensazione di osservare qualcosa che sai essere bello, ma che così non appare a causa di ciò  che lo copre.  Come una moneta antica incrostata d’argilla. Tu lo sai che una volta pulita e lucidata, brillerà come una stella.

Credo che sia questo sentimento ad aver spinto i volontari del Comitato di Quartiere Garbatella in collaborazione con l’associazione Retake ad organizzare una mattinata di “decoro” a Garbatella per ripulire Carlotta dai rifiuti, le erbacce e le scritte sui muri (ovviamente abbiamo usato i colori originali, gentilmente forniti da Ama).

Quanto a me, sono sempre stata combattuta, immagino come tanti, sull’annoso tema del “chi” deve pulire: insomma paghiamo le tasse regolarmente, per  cui ci aspetteremmo, tra gli altri, un servizio di pulizia e manutenzione delle strade e dei parchetti, ma soprattutto di gioiellini come Carlotta. Quindi perchè dovrei pulire io?

Non posso che rispondervi come ho risposto a me stessa (giusto o sbagliato che sia): perchè voglio vedere lo splendore che c’è sotto la spazzatura e le erbacce, perchè quello splendore, dopo una dura giornata di lavoro, mi fa stare bene. Allevia la mia stanchezza, affranca il mio spirito.  Perchè sono stanca di sentirmi impotente ed inascoltata, costretta a vivere nella “bruttura” perchè le persone che fanno il loro dovere sono poche e spesso sono schiacciate da dinamiche di potere. Sono stanca di lamentarmi con amici, parenti e conoscenti, ma anche estranei per strada, del degrado che mi circonda. Stanca che non cambi mai nulla. E allora devo cambiare io, devo fare qualcosa che finora non ho fatto.

E così eccomi lì, insieme a tutti i volontari a “recuperare” la bellezza di Carlotta.

E’ stata una mattinata faticosa ma gratificante, all’ora di pranzo la scalinata e la fontana sembravano aver acquisito un nuovo splendore (giudicate voi dalla foto ^_^ ) .

Mentre lavoravamo molti si sono fermati a guardarci, alcuni hanno fatto domande, stupiti dal fatto che stessimo facendo gli “spazzini”, qualcuno ci ha ringraziato.

Poi è successo qualcosa che non mi aspettavo: alcuni di quelli che ci “guardavano” lavorare hanno deciso di “fare”.

Qualcuno ci ha prestato gli attrezzi per lavorare, qualcun altro ci ha portato caffè e biscotti per rinfrancarci, infine qualcuno si è unito a noi e ci ha aiutato coi lavori. Anche due bambini, insieme ai loro genitori, hanno contribuito a coprire le scritte sul muro della scalinata.

Cosa dire se non che: “ciascuno per i propri talenti agisce e contribuisce al miglioramento della qualità della  vita.”

A volte non servono le parole, ma solo agire.

E a chi ci ha apostrofato con un “ma che lo fate a fare? tanto domani sarà sporco di nuovo”. Mi sento di dire che io non lo so come sarà domani, ma so che oggi sarà Meravigliosa!

 

Link:

Comitato di quartiere Grabatella

Retake Roma S.Paolo & Garbatella