Le 4 Fasi dell’evoluzione del “Pranzo al sacco”

di Daniela Errico
E dopo aver risolto l’annoso problema del BERE (dissetarsi fuori casa) grazie ad un contenitore igienico, ecologico e, perché no, bello esteticamente (perché il vetro è bello sempre) passiamo ai contenitori per il pranzo fuori casa.

Anche questa volta vi racconterò per fasi come il mio pranzo al sacco sia cambiato, perché trovare una soluzione ottimale richiede tempo, creatività e voglia di sperimentare.

Fase 1 – Tanto mi compro una cosa al volo. Un pezzetto di pizza/un panino/un piatto caldo. Semplice e più o meno immediato, è vero, ma poco salutare e poco economico, specie se questa abitudine viene adottata sistematicamente ogni giorno.

Fase 2 – Mi preparo il pranzo in pratiche vaschette di plastica per alimenti. Quando ho realizzato di aver preso peso, speso… abbastanza… e considerando anche la qualità discutibile di alcuni pasti, ho capito che era giunta ora di cambiare abitudine. Ho iniziato a preparare una parte dei pasti da casa e a portarli in ufficio in contenitori di plastica per alimenti. Ma anche qui sono sorti i soliti tre dubbi: Per quanto tempo può essere riutilizzato un contenitore per alimenti in plastica? (accidenti ne ho uno che ha più di 10 anni!) Se li butto periodicamente, quanta spazzatura produco? Ma siamo sicuri che il cibo, che resta nel contenitore per almeno per 5 ore (se lo prepari la mattina, altrimenti parliamo di almeno 13-14 ore), non sia poi contaminato da particelle nocive rilasciate dalla plastica?

Fase 3 – Proviamo le vaschette per il cibo in vetro. Decisamente più igieniche e sicure dal punto di vista della “perdita di particelle”, se ne trovano di tutte le dimensioni e forme, possono andare in lavastoviglie, forno e forno a microonde. Hanno solo un paio di pecche: il peso, generalmente il vetro di cui sono fatte è molto spesso e quindi già da vuote sono pesantucce, e il tappo “poco ermetico”, spesso infatti è un coperchio in plastica o silicone che non chiude ermeticamente la vaschetta, che di conseguenza perde liquidi durante il tragitto casa-ufficio-zona pranzo.

Fase 4 – Dal pranzo al sacco al pranzo in barattolo. Lo so suona strano, ma.. provare per credere! Partiamo dalla considerazione che usando un barattolo di vetro, ridaremo nuova vita ad un contenitore che invece sarebbe stato buttato.. è vero lo avremmo riciclato, ma così per essere riutilizzato avremmo dovuto aspettare il termine di tutto il processo di riciclo (leggi: tempo, energia e costi aggiuntivi). Invece, così, basta una bella lavata: et voilà, pronto per l’uso! Riciclo a tempo zero! In più, oltre all’aspetto “zero waste” e quello igienico, usando il barattolo ho risolto anche il problema delle perdite di liquido: il tappo infatti è a chiusura ermetica. Non solo! A parità di capienza, il barattolo è decisamente più leggero del contenitore in vetro che usavo prima. Infine, per gli amanti del tetris, scegliendo con cura i barattoli da usare per verdure, primo e/o secondo, li si possono incastrare facilmente in borsa o nello zainetto separatamente, perchè rispetto agli altri contenitori si sviluppano più in lunghezza che in larghezza.

Un paio di consigli: il barattolino con la “bocca larga“, basso e largo (quello dei peperoni sottolio, tipicamente) è molto comodo per contenere i primi, ma anche se volete portarvi una zuppetta in cui intingere i crostini, mentre quello più alto con la bocca stretta è molto adatto per il brodo vegetale o passati di verdura molto liquidi (funge perfettamnete da bicchiere), invece, i barattoli via di mezzo, cioè alti ma con la bocca larga (di solito quelli della marmellata) sono comodi per le verdure ripassate, infine, i barattolini piccini (tipo quelli degli omogeneizzati o del miele) sono utilissimi per il trasporto dei condimenti tipo limone già premuto, aceto balsamico o per quel goccio di brodino che serve a sciogliere la minestra! E se poi temete che muovendosi in borsa possano urtare uno contro l’altro e rompersi o fare rumore, basta un tovagliolino di stoffa (io uso quello che mi porto come tovaglietta) ed il problema è risolto.

Concludo con la solita nota estetica, perchè, vi dirò, il pranzo in barattolo è bello anche esteticamente!

Come sempre vi invito a suggerire nuove soluzioni o condividere le vostre esperienze!

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