Orti Urbani: A veder zappare viene voglia!

di Daniela Errico

Ultima domenica di Carnevale, prima domenica di marzo: finalmente la temperatura era diventata mite ed il sole splendeva alto nel cielo: una giornata stupenda. Perfetta per zappettare!

Per questo, noi dell’orto collettivo eravamo lì di buon mattino (non troppo presto però!) per mettere lo stallatico sul terreno, zappato e rivoltato la settimana prima, e preparalo così alla semina. Ma, mentre noi ci accingevamo all’ingrato compito (lo stallatico, essendo concime organico, non profuma esattamente di gelsomini..), nell’area picnic, che si trova all’interno dell’area degli orti e praticamente a poco più di un paio di metri dal nostro orto, un gruppodi adulti e bambini si preparavano ad una festa di compleanno/carnevale. E quindi.. ricalcolo!

Abbiamo deciso unanimemente di non appestare la gioia di quella festa con gli effluvi dello stallatico e ci siamo messi ad estirpare un po’ d’erbacce nell’orto. Le erbacce ci sono: sempre. In qualunque giorno dell’anno e con qualsiasi temperatura! Credo che l’attività più frequente nella gestione dell’orto sia estirpare le erbacce.

Dopo un po’ che strappavamo erbacce, la festa ha iniziato ad animarsi di bambini di età compresa tra i 5 ed gli 8 anni prevalentemente in maschera. Poi un gruppetto di 4 bambini si è messo ad osservare attentamente il lavoro di Laura, uno dei membri dell’orto collettivo, intenta ad estirpare le erbacce di cui sopra (tra cui malva e menta, lo sapevate? sono erbacce per chi coltiva). Erano attentissimi a ciò che faceva ed alla fine una di loro ha preso coraggio ed ha chiesto di partecipare. E così Laura si è trovata circondata da bimbe che strappavano erbe a caso. Nooo quello è prezzemolo!!! Giù le manine!!

Intanto io avevo deciso di cambiare la vanga con una zappa per migliorare le mie prestazioni come estirpatrice di erbacce ostiche (ebbene sì, ci sono erbacce dalle radici lunghissime! La malva per esempio) ma, mentre percorrevo il sentiero che serpeggia tra gli orti mi sono sentita osservata.. mi sono voltata e mi sono ritrovata ad essere la capofila di un gruppo di 5 bambine, che mi seguivano ordinatamente in fila indiana e che alla mia domanda “ma che state facendo?” hanno risposto con candore “ti seguiamo no?!” … e quello era evidente..

Distolta, allora, la loro attenzione del capanno degli attrezzi, le ho riportate verso la festa, ma immediatamente è scattata la l’offerta di “aiuto nell’estirpare le erbacce”. E che dici di no a quegli occhioni da cerbiattini?

E così mi sono ritrovata caposquadra di un gruppo di estirpatrici in erba ed in maschera! (vedi immagine di copertina)

Erano così piene di entusiasmo e voglia di fare, ma anche un po’ troppo irruenti nello strappare tutto ciò che sembrava un’erbaccia (e dichiamocelo, a momenti abbiamo difficoltà noi a distinguere le erbacce dalle piantine che abbiamo piantato, figuriamoci loro!) per cui ho deciso che ci saremmo dedicate alla pulizia degli spazi comuni (i sentieri tra un orto e l’altro), che sono notoriamente pieni di erbacce da strappare. “Però” ho affermato “i fiorellini potete tenerli o regalarli”, e così ho ricevuto un fiorellino.. mi sono commossa!

Guardare i bambini a lavoro, (si avete letto bene, per loro era “lavoro, mica stiamo giocando” cit.) è affascinante e molto educativo. Sono attenti, consapevoli, ci tengono a fare bene le cose, per questo si fanno guidare. Ho detto loro di stare attenti a non farsi male ed a non far male agli altri. “La sicurezza sul lavoro è importante” ripetevano in coro. Ho fatto loro notare che faceva caldo e perciò dovevano fare delle pause e bere per idratarsi. E loro l’hanno fatto, tutti insieme sono andati a bere, chiamando anche chi non si era mosso subito. Mi ha stupito la consapevolezza con cui, di volta in volta, valutavano le mie indicazioni, il loro attuarle fedelmente una volta capite e condivise, il modo con cui si prendevano cura l’uno dell’altra. Ma al contempo non hanno mai smesso di essere bambini che si stavano divertendo stando all’aria aperta, a contatto con la terra, in gruppo, facendo qualcosa di utile. Ridevano, si prendevano anche un po’ in giro, ma ciò non impediva loro di essere concentrati e far bene il loro lavoro. Perché, sì hanno fatto proprio un buon lavoro.

Avremmo tanto da imparare solo osservando i bambini all’opera, ma avremmo anche tanto da insegnargli se avessimo la pazienza di dedicargli il tempo necessario.

Porterò sempre nel cuore questa simpatica ed emozionante esperienza ed ho piacere di concludere il mio racconto con una citazione che Eleonora, anche lei del gruppo dell’orto collettivo, mi ha riferito mentre le raccontavo questo divertente episodio: “Continua a piantare i tuoi semi, perché non saprai mai quali cresceranno – forse lo faranno tutti.” A. Einstein



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