Climate strike for future!

di Daniela Errico

Il 15 marzo 2019 in più di 2.000 città, in oltre 120 Paesi, si è svolto lo sciopero mondiale per il futuro.

Persone di tutte le età, prevalentemente giovani, sono scesi in piazza per gridare a pieni polmoni, in senso proprio e figurato, che gli sia dato ascolto: che il futuro della Terra, il loro futuro sia tutelato. Non rimane molto tempo per agire, quasi ogni giorno viviamo gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici.

Se non agiamo ora, non ci sarà più tempo per farlo, questo gli studenti in piazza lo hanno capito.

Da tempo non sono più una studentessa, ma in piazza c’ero anche io insieme ad alcuni miei colleghi ecoscienti, abbiamo preso il giorno di ferie, oppure siamo venuti durante la pausa pranzo usando un permesso. Perchè benchè siano stati i giovani il cuore di questa protesta, i cambiamenti climatici riguardano tutti. Non possiamo più nasconderci dietro all’illusione che la cosa non ci riguardi perchè tanto moriremo di vecchiaia prima, perchè non è più così.

Dunque eccoci tutti in piazza insieme a questi ragazzi, i loro docenti ed i genitori a chiedere a gran voce un impegno concreto ed immediato ai governi di tutto il mondo.

La situazione è seria, tuttavia non sono demoralizzata, l’energia e la grinta che ho sentito in quella piazza, mi hanno rincuorato. Perchè non siamo più i soliti “4 gatti fissati con l’ambiente a manifestare non si sa bene per cosa visto che il buco nell’ozono non esiste“, oggi il livello di attenzione è più alto, finalmente sembra che si stia diventando consapevoli di ciò che ci accade intorno. Per questo sono fermamente convinta che possiamo fare ancora qualcosa.

Il 15 marzo è stato un momento importante nelle piazze di tutto il mondo, perchè ci siamo uniti in quanto umanità che si mobilita per la salvaguardia del suo Pianeta, della sua Casa.

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